La Cerimonia del Kôdô: L’arte di ascoltare l’incenso in Giappone

Mani di un maestro di Kôdô che reggono un brucia-incenso in porcellana con cenere bianca e una scheggia di legno di agar.

Il profumo viene percepito innanzitutto per il benessere e la seduzione, ma la sua dimensione spirituale, o quanto meno il suo effetto psicologico, sono altrettanto importanti.

Ne conosciamo poco i meccanismi, ma sappiamo intuitivamente che il profumo può indurre stati di felicità, di nostalgia, risvegliando talvolta ricordi sepolti. L’attività intellettuale può essere stimolata dal profumo.

Il Maestro e la Scuola Shino

La settimana scorsa ho assistito alla cerimonia del Kôdô, ovvero la via dell’incenso, presso la Maison du Japon al quai Branly. È stato Souhitsu Issiken Hachiya ad accoglierci e ad offrirci la dimostrazione. Egli rappresenta la ventunesima generazione alla guida della scuola Shino, una delle due più antiche scuole che insegnano il kôdô.

Fin dall’infanzia ha appreso lo spirito e la disciplina del «Kôdô». Ha appreso inoltre l’arte della cerimonia del tè dal nonno, diciannovesimo della dinastia Souyou. Per dieci anni ha studiato calligrafia con una religiosa cattolica.

Infine, si è dedicato a piantagioni di alberi in Vietnam. In 500 anni si sono succeduti 20 grandi maestri di questa scuola. Esistono 200 classi di Kôdô in Giappone e una a Boston (negli Stati Uniti).

L’Incenso: Legni preziosi e spiritualità

Originario della Cina, l’incenso fu introdotto in Giappone nel VI secolo nell’ambito delle pratiche buddhiste. Questi legni sono chiamati anche ginkos e possono essere conservati fino a 1000 anni.

Alcuni sono custoditi insieme ai tesori della corte imperiale. Questi legni preziosi sono stati oggetto di grandissima brama e valgono delle «fortune».

L’incenso giapponese proviene precisamente da legni chiamati ginkos o agaar che, una volta feriti, secernono una resina come per cicatrizzare la ferita e fare corpo con essa (originari delle foreste tropicali del Vietnam, del Laos o della Cambogia). Questo processo richiede circa una decina d’anni.

Questa cerimonia può essere solitaria, come facevano ad esempio i samurai prima di una battaglia, per ritrovare sé stessi o per misurare la propria capacità di concentrazione, la memoria o elevare l’anima.

Può anche essere condivisa: diventa allora un gioco che permette, come indica il nome kôdô, di «ascoltare le fragranze».

Lo Svolgimento della Cerimonia

Il Maestro del Kôdô entra nella stanza, si muove con estrema precisione, a piccoli passi misurati, si volta e infine si siede sulle ginocchia sul tatami. Spiega il suo astuccio, contenente il materiale: pinze, spatole, ecc.

All’inizio eravamo anche noi seduti sulle ginocchia intorno a lui, ma dopo 5 minuti abbiamo ripreso una postura occidentale, seduti a gambe incrociate o con le gambe allungate di lato: era troppo faticoso!

Il Maestro brucia il piccolissimo frammento d’incenso su un recipiente in porcellana sul cui fondo erano posti dei carboni. Sopra la cenere, disposta con 50 tratti su 5 facce (5, numero importante che simboleggia i 5 elementi del mondo: il fuoco, la terra, l’acqua, il metallo, il legno).

La gestualità e i legni

Il maestro ci indica la corretta gestualità per tenere bene il brucia-incenso, con la mano sinistra sotto e la mano destra sopra, per dirigere le volute dell’incenso precisamente verso il naso. Tre inspirazioni, espirazioni di lato per non soffiare sulla cenere. Bisogna memorizzare questa fragranza, posare il brucia-incenso sul tatami e passarlo al vicino.

Questo gioco dell’incenso consiste nel vivere con l’immaginazione un viaggio in barca verso tre siti celebri:

  1. Matsushima: simboleggia un paesaggio del nord del Giappone.
  2. Hashidate: lungo cordone al centro dell’isola verso Kyoto.
  3. Itsukushima: designa un’isola vicino a Hiroshima.

Poi il maestro di cerimonia mescola i tre pezzi di legno, aggiunge un quarto chiamato barca e il gioco viene annunciato dal maestro: «shukkô».

Il Gioco: Ascoltare e riconoscere

I tre brucia-incenso vengono allora passati in un altro ordine, più il quarto, la barca, «l’intruso».

Il gioco consiste nel riconoscere e annotare su una pergamena piegata le iniziali delle fragranze riconosciute, secondo l’ordine del loro passaggio, ad es.: I M H B, il tutto in un silenzio totale, un raccoglimento, una concentrazione estrema.

Pensavo di aver riconosciuto le diverse fragranze, odori dolci e leggeri di legno di guaiaco, leggermente legnosi, cipriati, ma le differenze tra i legni erano molto sottili!

I risultati poetici

Il maestro ci rivela la risposta con giudizi intrisi di poesia:

  • Sankei: Quattro fragranze trovate nel giusto ordine. Il viaggio si è svolto senza intoppi e ha permesso di ammirare i tre paesaggi straordinari.
  • Yugiri (bruma vespertina): Due fragranze collocate al posto giusto. Avete visitato due siti, ma al calar del giorno la bruma ha nascosto l’ultima veduta.
  • Asagiri (bruma mattutina): Una sola fragranza trovata. La bruma, fin dal mattino, vi ha impedito di godere di una vista limpida.
  • Kumokiri: Nessuna fragranza trovata. Allora avrete conosciuto soltanto una giornata di nuvole e nebbia.

Risultato della mia esperienza: ho fatto il viaggio e la bruma mi ha impedito di ammirare il panorama. Mi ha rassicurato il fatto che i miei vicini non sono stati più brillanti!

Le 10 virtù dell’incenso per i Giapponesi

  1. Affinare i sensi
  2. Purificare il corpo e lo spirito
  3. Eliminare le impurità dello spirito
  4. Combattere la fatica
  5. Guarire il senso di solitudine
  6. Creare un sentimento di armonia nonostante le fonti di stress quotidiano
  7. La sua abbondanza non è nociva
  8. Bastano piccole quantità per apprezzarlo
  9. Resistere agli effetti del tempo
  10. L’uso quotidiano non nuoce

Come ogni volta che ho la fortuna di partecipare a una manifestazione o a un evento giapponese (cerimonia del tè, festival del Sakura, arte floreale, ecc.), resto ogni volta affascinata dal rigore, dalla precisione, dalla raffinatezza e dalla perfezione che emanano dalla cultura giapponese.

Grazie alla società TAKASAGO.


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