I Fiori Muti in Profumeria: L’arte della ricostituzione

Bouquet di fiori muti (mughetto, lillà) con formule chimiche, che illustra la necessità di ricostituire il loro profumo in laboratorio.

È la disperazione dei profumieri, alcuni fiori, pur essendo molto odorosi, come il giglio, non cedono la loro anima. È impossibile ottenere una fragranza naturale di lillà, di mughetto, di garofano, di buddleia, di gardenia, di caprifoglio, di pittosporum, di filadelfo, di pisello odoroso, di violetta, di glicine, di eliotropio o ancora di giacinto.

Qualunque sia il procedimento di estrazione, distillazione a vapore d’acqua o estrazione con solventi volatili, nulla funziona.

Sarà necessario il lavoro del profumiere per ricostituire l’odore di questi fiori: si chiama ricostituzione, e ogni profumiere ha il proprio modo di percepirla e di restituirla. Una ricostituzione è un mini-profumo composto da una decina di costituenti circa, sia di sintesi che naturali.

Senza questo lavoro, non si sarebbe potuto ottenere un profumo come Diorissimo di Dior nel 1956.

1. Il Mughetto (Ricetta Tipo)

Le fornisco un’idea di schema tipo per una ricostituzione del mughetto: (sapendo che ne esiste uno ormai rivendicato da Firmenich, ma ritengo che si sia ancora lontani dall’odore del fiore).

  1. Si inizia con alcuni costituenti della rosa a scelta:
    • alcol feniletilico (lato foglia verde della rosa)
    • essenza di rosa (ricchezza della rosa)
    • idrossicitronellale (lato verde mughetto della rosa)
    • rodinolo (lato geranio e mentolato della rosa)
    • citronellolo (lato fresco e citronella della rosa)
    • linalolo (lato fresco della rosa)
  2. Lilial: una nota verde
  3. Indolo: una nota animale contenuta allo stato naturale nei fiori bianchi
  4. Eliotropina: una nota cipriata
  5. Essenza di ylang-ylang
  6. Se si desidera più verde: più vegetale, si aggiunge del triplal o delle foglie di violetta

Questo è un esempio, nulla è rigido, e ciascuno può arrivare a un risultato abbastanza vicino all’odore del mughetto con altri componenti. Oltre a questa ricostituzione, interviene poi il talento del profumiere. Nel caso di Diorissimo, è stato Edmond Roudnitska a conferire a questo accordo mughetto la propria storia e la sua firma unica.

Presso Guerlain, hanno avuto anch’essi i loro mughetti. Il primo fu creato da Jacques Guerlain nel 1908 e rivisitato da Jean-Paul Guerlain nel 1998. Viene rieditato dalla Maison Guerlain dal 2005, per un solo giorno ovvero il 1° maggio, con la stessa fragranza ma in un flacone ogni volta diverso. Nelle Aqua Allegoria, Lilia Bella (ormai ritirato), aveva la stessa fragranza. Il più antico mughetto sarebbe quello di Floris nel 1847.

2. Il Garofano

Esiste un prodotto naturale, l’assoluta di garofano d’Egitto, poco utilizzata poiché non profuma del garofano speziato che tutti abbiamo in memoria. Un tempo veniva utilizzata perché odorava bene, benché giudicata un po’ “desueta” dai profumieri, che forse la riscopriranno un giorno. Da non confondere con il tagete, anch’esso naturale ma che non profuma di garofano.

Per creare un garofano, occorre associare: una nota rosa o una vera rosa, chiodi di garofano o nota eugenolo, vanillina, eliotropina, un effetto gelsomino e dei balsami. Successivamente, tutte le sfumature sono possibili, più verdi, più mielate o più aranciata.

Profumi al garofano: L’Origan di Coty, L’Air du Temps di Nina Ricci, Opium di YSL, Bellodgia di Caron, Tabu di Dana, L’œillet di Prada. Presso Guerlain lo scoprirà in Après L’Ondée, L’Heure Bleue, Quand vient l’Eté e Metallica.

3. La Tuberosa

La tuberosa esiste in forma naturale ma a un prezzo molto elevato (circa 5000€ al kg di assoluta). Un tempo veniva trattata mediante enfleurage ma ormai si può dire che questa tecnica è tramontata, salvo su commissione speciale. Oggi si ottiene mediante estrazione con solventi volatili.

Questa tuberosa, originaria dell’India, ha un odore narcotico, leggermente medicinale all’inizio, ma dopo pochi secondi offre una fragranza fenomenale tra nettare mielato, esotico, venefico, candito, gourmand ed erotico. Ha davvero un profumo unico.

La Ricostituzione della Tuberosa

Alcuni marchi non possono permettersi la tuberosa naturale. In tal caso, si può sempre ricorrere alla ricostituzione che sarà, qualunque sia il fiore, sempre leggermente diversa dall’odore del fiore naturale.

Si tratta di un miscuglio di diverse note: gelsomino naturale o una composizione gelsomino, ylang-ylang, indolo, cocco, nota aranciata (tipo antranilato di metile), eliotropina, mimosa, e ancora altri elementi in traccia.

Non si dimenticheranno soprattutto Tubéreuse Criminelle di Serge Lutens nel 1999 e Tubéreuse di Caron. La più antica sarebbe quella di Santa Novella nel 1939? No, ce n’era anche una di Floris nel 1870. Tra i profumi con un bouquet più fiorito si trovano: Fracas di Piguet nel 1948, Chloé nel 1975, Poison di Dior, Jardins de Bagatelle di Guerlain e Mahora (oggi chiamato Mayotte da Guerlain).

4. Altri esempi: Pisello odoroso e Violetta

Il pisello odoroso: miscela di note speziate mielate, salicilati, note tipo mughetto (lilial), aldeide, ciclamino, con molte note verdi come l’acetato di stirallile o l’acetato di pipolo. La reseda era una ricostituzione così come la bouvardia rosa.

La violetta: disponiamo di molecole di sintesi chiamate iononi. In questo caso particolare, non si tratta di una ricostituzione poiché la molecola stessa profuma già molto di violetta.

Peraltro, in ambito naturale, disponiamo dell’essenza di foglia di violetta che non profuma di violetta, ma possiede un odore verde molto singolare.

La sintesi ci ha offerto molecole che hanno arricchito la tavolozza del profumiere, permettendogli di ricomporre odori di fiori introvabili allo stato naturale.


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