La Tuberosa in Profumeria: Il fiore narcotico e sensuale

La tuberosa è chiamata anche il giglio della Madonna. La tuberosa è singolare, fieramente eretta. La si pianta a filo, i bulbi sono distanti gli uni dagli altri esattamente 15 cm, non uno di più.
È lo stelo più profumato del regno vegetale, con la particolarità di esalare il suo profumo 48 ore dopo essere stato reciso. Così, durante il Rinascimento, si proibiva alle giovani donne, al calar della notte, di attraversare i campi di tuberose dalle emanazioni erotiche.
Da dove viene la tuberosa?
La tuberosa è esotica e narcotica, con l’effetto di una droga; la si trova nell’India meridionale e in Egitto, alle Comore, in Marocco, in Tunisia, e nuovamente a Grasse in Francia. Fu nel 1632 che padre Théophile Minuti la introdusse in bassa Provenza; si fece talmente notare che si annotò la data del suo arrivo.
La tuberosa proviene dal Messico. Gli aztechi utilizzavano, a quanto pare, il suo olio essenziale per profumare il cioccolato.
Fu introdotta in Europa durante la conquista del Messico da parte degli spagnoli verso il XVI secolo, e successivamente in Asia. Un tempo la si chiamava il giacinto delle Indie. Fu dapprima coltivata a Grasse; oggi vi è ancora coltivata, ma la si trova anche in Italia, in Spagna, in Egitto, in Marocco e soprattutto nell’India meridionale. Necessita di un clima caldo e secco per svilupparsi.
Sotto il regno di Luigi XIV, profumava i corridoi di Versailles; i giardinieri del Re fecero arrivare 10.000 bulbi di tuberosa per le piantagioni del Trianon.
Dal XIX secolo, la produzione di tuberosa è aumentata, sebbene la si coltivi unicamente per il suo odore in profumeria. Viene molto utilizzata nei bouquet, anche se non si tratta esattamente della stessa varietà: quella dei bouquet possiede fiori doppi.
In India, la tuberosa viene raccolta da maggio a dicembre. Il nome di questo fiore, in hindi, significa profumo della notte. In India, la tuberosa è largamente utilizzata per le feste, i rituali religiosi e i matrimoni, principalmente come ornamento in ghirlande; decora la camera nuziale dei giovani sposi. È un fiore considerato erotico.
L’utilizzo della tuberosa in profumeria
È possibile ottenere la fragranza naturale della tuberosa, che risulta però molto costosa. Un tempo veniva trattata mediante enfleurage (cfr. enfleurage). Oggi si ottiene per estrazione con solventi volatili.
La tuberosa, originaria dell’India, possiede un odore narcotico; è leggermente medicinale nelle note di testa, come un sentore di pomata, ma dopo pochi secondi la tuberosa offre una fragranza sulfurea tra nettare mielato e candito, generosa all’eccesso, esotica. La tuberosa è venefica e estremamente sensuale.
La ricostituzione della nota
Alcune maison non possono permettersi la tuberosa naturale, ma possono sempre ricorrere alla ricostituzione che, qualunque sia il fiore, sarà sempre diversa dalla fragranza del fiore naturale.
Per ricreare l’idea di una tuberosa, il profumiere dovrà orchestrare diverse note: gelsomino naturale o una composizione di gelsomino, ylang-ylang, indolo, noce di cocco, nota aranciata tipo Antranilato di Metile, eliotropina, mimosa, e ancora altri elementi in traccia.
La scheda descrittiva della tuberosa
Nome botanico della tuberosa: Polianthes tuberosa
Famiglia botanica della tuberosa: Agavaceae
Il fiore di tuberosa possiede 5 petali per fiore. Ci sono 20 fiori per spiga di tuberosa. Occorrono 1000 fiori di tuberosa per ottenere 1 kg di assoluta.
La fioritura della tuberosa
La fioritura della tuberosa avviene tra maggio e dicembre, con un apice nel mese di agosto. La raccolta si effettua a mano, al tramonto, quando il suo profumo raggiunge l’apice, nel momento in cui le corolle si aprono. La tuberosa viene così impollinata dalle falene notturne.
Per dare un ordine di grandezza, un migliaio di piante producono in media da 30 a 40 kg di fiori.
D’inverno la tuberosa viene estratta dalla terra, poi riposta e ripiantata in primavera; occorrono 3 anni per ottenere il fiore di tuberosa. Da notare che questa pianta misura tra 1 m e 1,50 m di altezza. La tuberosa è un fiore fragile che ama la pulizia e necessita di una cura quotidiana con molto diserbo manuale.
Questo fiore faceva parte del paesaggio di Grasse come il gelsomino, la rosa o la mimosa, ma la sua coltivazione era diventata troppo costosa in Francia: la manodopera è cara e le rese sono troppo basse. Ma da poco, grazie ad alcuni produttori di Grasse, la si può ritrovare al riparo del massiccio del Tanneron, vicino a Grasse.
Alcuni piccoli produttori hanno persino rilanciato, in modo aneddotico, l’enfleurage (grazie all’associazione dei fiori d’eccezione del territorio di Grasse). Ma Grasse non può soddisfare tutta la domanda; la provenienza corrente resta soprattutto l’India.
Trattamento e fabbricazione della materia prima
La tuberosa può sopportare solo l’estrazione con solventi volatili, che permette di ottenere l’assoluta di tuberosa (cfr. Estrazione). La sua assoluta è una delle più costose al mondo.
Descrizione olfattiva della tuberosa
Odore di fiore bianco alla stregua del gelsomino, fiore d’arancio, neroli, frangipane, gardenia, magnolia, giglio. I fiori bianchi sono assolute di femminilità.
La tuberosa possiede una sfaccettatura medicinale e canforata. Ha anche accenti verdi e terrosi, leggermente speziati. La tuberosa può avere anche un lato mandorlato e può talvolta essere percepita come una sorta di gelsomino fruttato. La tuberosa è molto sensuale, ossessiva, carnale, lattea, narcotica, persino animale, e può evocare la femme fatale.
Utilizzo della tuberosa in profumeria
I profumieri la adorano o la temono; bisogna saperla domare, blandendola con note più dolci, più rotonde, oppure al contrario giocare il sovradosaggio.
La tuberosa viene spesso utilizzata per creare accordi fioriti bianchi. È associata piuttosto ai profumi femminili. La tuberosa è un fiore estroverso e appariscente; apporta opulenza e carattere a una fragranza.
La si può anche utilizzare per conferire un lato esotico, soave, solare, carnale o voluttuoso al profumo. La si ritrova nelle note di cuore, ma il suo sillage è talmente potente che la si percepisce anche nelle note di fondo.
Profumi contenenti la tuberosa
- Fracas di Piguet
- Poison di Dior
- Tendre Poison di Dior
- Jardins de Bagatelle di Guerlain
- Mayotte di Guerlain (scomparso)
- Joyeuse Tubéreuse di Guerlain
- Giorgio Beverly Hills di Karl Lagerfeld
- Chloé di Karl Lagerfeld
- Tubéreuse Criminelle di Lutens
- Carnal Flower di Frédéric Malle
- Nuit de Tubéreuse di L’Artisan Parfumeur
- Gabrielle di Chanel
- Fleur de Peau di Diptyque
- Do son di Diptyque
- Twilly d’Hermès
- La Fille de l’Air di Courrèges
- Fragile di Jean Paul Gaultier
- Turbulences di Vuitton
- Tubéreuse Mystique di Bulgari
- Amarige di Givenchy
- Gucci Bloom
- Café Tuberosa di Atelier Cologne
- Good Girl Gone Bad Killian
- Honour Amouage
- Tubereuse Impériale BDK
- Rouge Malachite Armani Privé
- Alto Astral Byredo
- Palermo Byredo
- Reine des Nuit Byredo
- The Wedding Silk Kayali
- Nouveau Monde Vuitton
- My way Armani Privé
- Do Son Diptyque
- Tubéreuse Nue Tom Ford