L’Ylang-Ylang in Profumeria: Il fiore solare delle Comore e di Mayotte

Fiori di Ylang-Ylang gialli sull'albero alle Comore con flacone di essenza, che illustra la nota solare ed esotica in profumeria.

Su una nota olfattiva, l’essenza di ylang-ylang non mi piace più di tanto, ma quando la sento in una composizione la trovo unica, complessa, senza freni, ipnotica, molto colorata, solare ed esotica. Mi trasporta in una natura lussureggiante, inebriante, e mi fa sognare vacanze sotto i tropici.

Storia e Botanica

Famiglia botanica: Annonaceae

Ylang-ylang significa fiore dei fiori in indonesiano. L’olio essenziale di ylang è effettivamente della specie cananga odorata, ma non ha nulla o quasi a che vedere con l’olio essenziale di cananga, che è un altro olio essenziale con le proprie specificità. Questi 2 prodotti sono entrambi cananga odorata, ma uno appartiene alla sottofamiglia macrophylla e l’altro alla guenina.

I costituenti sono diversi, anche se se ne ritrovano alcuni in comune; inoltre il cananga si trova unicamente a Giava, mentre l’ylang si raccoglie soprattutto alle Comore, in Madagascar e un po’ a Mayotte. L’ylang-ylang fiorisce tutto l’anno. È una pianta della famiglia delle magnolie.

Origini geografiche

L’ylang-ylang proviene dal sud-est asiatico, dall’Indonesia e anche dalle Filippine. Questo albero delle foreste tropicali è stato introdotto nell’Oceano Indiano all’inizio del XX secolo su impulso dei religiosi francesi e dei coloni.

L’ylang-ylang è di origine indonesiana. Il fiore proviene infatti dall’arcipelago delle Molucche, nell’est dell’Indonesia. Il primo laboratorio di distillazione fu creato nelle Filippine nel 1860 da Albertus Schwenger, un marinaio tedesco innamoratosi del prezioso fiore. Dal 1860 al 1950, l’olio di ylang-ylang per eccellenza viene venduto e riconosciuto in profumeria in Europa.

È nel XIX secolo che si è stabilito a Mayotte. La produzione di Mayotte rappresenta circa l’85% della produzione totale. Dopo essersi insediata alla Réunion, la produzione di ylang-ylang si sviluppa oggi in Madagascar e nell’arcipelago delle Comore (Grandi Comore, Anjouan e Moheli).

L’Albero: Coltura e “Tortura”

Gli uomini lo torturano potandolo severamente fin dal secondo anno, affinché i suoi rami non si slancino verso il cielo; i rami assomigliano a dita di streghe. Se viene potato, è per produrre più fiori e per rendere la raccolta più agevole, poiché cresce molto rapidamente.

L’albero di ylang-ylang può raggiungere i 30 m di altezza senza vincoli e vivere fino a 50 anni restando sempre produttivo, anche se la sua produzione diminuisce tra i 25 e i 30 anni. Questo albero non è rancoroso: più gli si tolgono i fiori, più ne produce, 5 kg all’anno in media. Quando l’albero viene potato all’altezza d’uomo, la sua produzione passa in 6 mesi da 50 kg a 200 kg.

Esistono diverse specie di questo genere di albero, ma si riconosce quella giusta dai suoi numerosi piccoli fiori gialli, dal cuore rosso e dal profumo molto fine.

Raccolta e Distillazione di Alta Qualità

I fiori a forma di grandi stelle, dall’aspetto arruffato e riuniti in grappoli, passano dal colore verde tenero al giallo vivo, che indica ovviamente la maturità olfattiva.

I fiori si raccolgono dall’alba fino alle 9 del mattino, quando il profumo del fiore raggiunge il suo apice. Una raccoglitrice può raccogliere fino a 20 kg al giorno. Depongono i fiori di ylang in cesti traforati, realizzati con foglie di palma da cocco, per evitare che si alterino prima di essere distillati. Vengono del resto distillati molto rapidamente a causa della loro fragilità.

Una distillazione frazionata unica

L’essenza di ylang-ylang si ottiene per distillazione: i fiori vengono immersi in una caldaia riempita d’acqua chiusa, poi portata a ebollizione con fuoco diretto. Il vapore carico di essenza sale verso un tubo a collo di cigno, poi percorre un serpentino immerso nella vasca. Così raffreddato, il miscuglio ridiventa liquido. Defluisce in un vaso fiorentino, un sistema che permette di separare l’olio dall’acqua.

L’ylang-ylang produce 5 frazioni di oli essenziali che si liberano gradualmente secondo la densità. Da 40 a 50 kg di ylang-ylang bastano per produrre 1 kg di essenza di fiore.

  1. La Super Extra: raccolta durante le prime due ore. È la più densa, la più ricca, la più odorosa, molto ricca di acetato di benzile, ed è più fruttata delle altre frazioni.
  2. La Prima, Seconda, Terza…: Alcune frazioni sono più leggere e più fresche, e rendono meglio il profumo del fiore fresco. Le meno interessanti sono riservate ai saponi, ai cosmetici e ai detergenti.
  3. La Completa: una miscela di ogni frazione, utilizzata in aromaterapia.

Per questo fiore, il processo di distillazione può durare dalle 12 alle 20 ore. Ci sono circa 600 alambicchi a Mayotte, su una superficie coltivata di 1000 ettari.

La Rinascita di Mohéli (Givaudan)

Ormai la società Givaudan, al fine di ristabilire un’eccellente qualità di olio essenziale, si rifornisce in una piccolissima isola delle Comore, Mohéli: l’isola più incontaminata e più remota dell’arcipelago. Il personale lungo tutta la catena di produzione è stato formato e sensibilizzato alla ricerca della qualità ottimale.

Innanzitutto, raccogliendo solo il fiore giunto a maturità, riscaldando molto meno i fiori, passando da 60° a 30°, i fiori vengono distillati entro due ore dalla raccolta. Il risultato produce un’enorme differenza da un’essenza all’altra e soprattutto un vero valore aggiunto su questa qualità di Mohéli.

Descrizione Olfattiva

L’olio essenziale di ylang-ylang ha un odore potente e inafferrabile, diverso da quello del fiore fresco. Possiede una sfaccettatura speziata (cfr. La sfaccettatura speziata) come un garofano o un garofano, un odore di fiore bianco, a metà strada tra il gelsomino, il narciso e la tuberosa.

L’ylang-ylang è cremoso, fiorito, esotico, evoca il monoï solare, un po’ animale, carnale, fruttato e profondo. È una nota sensuale, lasciva, selvaggia, narcotica, lussureggiante, venefica e inebriante.

Presenta alcune note un po’ meno gradevoli, come la sua sfaccettatura metilata, canforata, medicinale; alcune delle sue note ricordano lo smalto per unghie o la celluloide, oppure una banana troppo matura.

Utilizzo e Tradizioni

L’essenza di ylang-ylang viene spesso utilizzata per i bouquet fioriti, e più in particolare per i bouquet di fiori bianchi. Questo fiore apporta sensualità e carattere a un profumo, ma possiede anche un aspetto cremoso.

È anche una nota ideale per lavorare su un aspetto solare o esotico. La si ritrova anche in profumi fioriti orientali, poiché si sposa bene con le note vanigliata, ad esempio.

Usi culinari e rituali

  • Nel Sud-est asiatico: l’ylang serve ad aromatizzare caramelle, gelati, gomme da masticare e bevande. Ho avuto la fortuna di degustare un gelato all’ylang-ylang creato da Thierry Marx, una delizia assoluta.
  • In Indonesia: fiori di ylang-ylang vengono sparsi sul letto dei giovani sposi.
  • Nelle Filippine: vengono intrecciati tra i capelli mescolati ad altri fiori, e vengono trasformati in collane portate al collo delle donne o di immagini sacre.

Principali costituenti

Metil benzoato, linalolo, salicilato di benzile e acetato di benzile.

Profumi contenenti ylang-ylang

  • Mayotte di Guerlain
  • Cruel Gardenia di Guerlain
  • Samsara di Guerlain
  • Teracotta di Guerlain
  • Embruns d’ylang di Guerlain
  • Loulou di Cacharel
  • Songes di Annick Goutal
  • Organza di Givenchy
  • Amarige di Givenchy
  • Ysatis di Givenchy
  • Eau de Moheli di Diptyque
  • N°5 di Chanel
  • Coco di Chanel
  • Bois des Iles di Chanel
  • Diorissimo di Dior
  • Poison di Dior

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