Balsami e Resine in Profumeria: La guida alle note balsamiche

I balsami e le resine fanno parte delle materie prime utilizzate nella composizione dei profumi. Intervengono spesso nelle fragranze della famiglia orientale o ambrata.
Queste materie completano la vaniglia e apportano una nota di mistero alla fragranza. I balsami e le resine sono anche chiamati “note balsamiche”. I più utilizzati in profumeria sono la mirra, l’incenso, lo storace, il benzoino, il balsamo del Perù e il balsamo di Copaive.
La Mirra
La mirra è una gomma-resina aromatica prodotta dall’albero della mirra (Commiphora Myrrha). Considerata il profumo più squisito e prezioso che esista, è composta dal 60% di gomma, dal 30% di resina e di essenza, oltre a un principio amaro.
Esistono oltre un centinaio di diverse varietà di mirra, detta anche Commiphora Myrrha, originaria dell’Arabia Saudita e dell’Abissinia.
Le tre specie più conosciute sono:
- La Commiphora Myrrha Nees
- La Commiphora abyssinica
- La Commiphora schimperi
Le varietà più apprezzate in profumeria sono quelle che consentono di produrre l'”oleo-gomma-resina”, sotto forma di essudazioni naturali, vere e proprie “lacrime” fragili e lucenti, di un colore che oscilla tra il giallo chiaro e il rosso scuro, dal forte odore aromatico.
Utilizzo e Olfazione
I profumieri utilizzano l’essenza di mirra ottenuta per distillazione a vapore acqueo della gomma raccolta dall’albero. Presenta un odore balsamico intenso e avvolgente, con una sfaccettatura di liquirizia, legnosa, quasi fruttata, e un sentore d’incenso.
La mirra è anche largamente associata alla religione, in particolare sotto forma d’incenso, durante il culto degli Dei nell’Antichità, e come offerta dei Re Magi. Nella mitologia greca, la mirra è associata a Mirra, l’incestuosa figlia del re di Cipro, trasformata in albero della mirra, prima di dare vita ad Adone.
L’Incenso (Olibano)
L’incenso deriva dal latino “incendere”, che significa bruciare, brillare, e che ha dato origine anche alla parola incandescente. È chiamato anche olibano, dall’ebraico “lebonah”, derivante a sua volta dalla radice “laban”, che significa ciò che è bianco o purezza. L’olibano simboleggia il potere protettivo di Dio e purifica tutti i peccati. La regina di Saba ne offriva spesso a Salomone.
L’incenso è come la mirra: una gomma. Si raccoglie dagli alberi dell’incenso. Infatti, la nozione di albero dell’incenso ha un significato collettivo. Include un certo numero di specie di Boswellia originarie di diversi Paesi: Somalia, Yemen, Sudan, Etiopia e India, ciascuna con caratteristiche olfattive specifiche.
L’albero più frequentemente utilizzato è il Boswellia carteri Roxb. Si tratta di arbusti di 4-5 metri delle montagne del Medio Oriente e dell’Africa. Gli alberi dell’incenso possiedono un tronco e dei rami la cui corteccia grigia si stacca facilmente.
In profumeria, la gomma raccolta dopo l’incisione del tronco dell’albero, una settimana dopo, le perle d’incenso raccolte vengono poi distillate a vapore acqueo per ottenere l’essenza.
Descrizione olfattiva dell’incenso
- Il Boswellia Sacra dell’Oman: possiede una nota di menta ed eucalipto.
- Il Boswellia Serrata dell’India e il Boswellia papyrifera: presenta una sfaccettatura di limone amaro.
- Il Boswellia frerana o Maydi: ha accenti di caramello fiorito e fruttato, ed è utilizzato dalla Chiesa Copta d’Etiopia.
- Il Boswellia Rivae: possiede accenti gourmand.
- Ma la più conosciuta di queste essenze è una nota di fondo molto potente, scura, aromatica, con un effetto canforato, resinoso, affumicato.
Utilizzi dell’incenso
- Gli utilizzi dell’incenso nel corso dei secoli hanno sempre corrisposto a un certo cerimoniale: culto degli Dei, rimedi o profumi.
- Gli Egizi dell’Antichità lo usavano per curarsi; l’incenso è un potente antisettico, utilizzato anche per imbalsamare i loro defunti (conservante delle carni) e soprattutto per fumigazioni nei luoghi di culto, per il suo potere spirituale, ma anche per proteggere dai miasmi.
- Le religioni non hanno mai smesso di ricorrervi.
- I popoli dell’Estremo Oriente gli dedicano un’attenzione quasi sacra nella loro vita privata.
- L’incenso è utilizzato anche in cosmetica.
Lo Storace
Come molti altri balsami e resine, il balsamo di storace è secreto nella corteccia di due specie di alberi chiamati liquidambar, provenienti dalla Siria, dall’Asia Minore e dal Sud America.
Lo storace liquido è composto da una piccola proporzione di resina, da un’essenza dall’odore di benzina, chiamata stirolo, da acido cinnamico e da stiracina. L’essenza di storace è ottenuta per distillazione del balsamo. Il suo odore è forte e vanigliato, balsamico, floreale, ma anche animale, cuoiato, e vicino al catrame.
Il Benzoino
Il benzoino è una resina balsamica. Chiamata anche gomma o lacrima di benzoino, è secreta dal tronco dello Styrax Tonkinensis, della famiglia delle Stiracacee.
In profumeria, questa gomma è trattata mediante estrazione con solventi volatili per ottenere l’assoluta di benzoino, una nota molto ricca, dalle molteplici sfaccettature: vanigliata dolce, mandorlata, caffè tostato, mielata, floreale (vicina al garofano), lattea, liquorosa, persino medicinale.
Origini e Raccolta
Il benzoino proviene dal Siam, da Sumatra, l’isola indonesiana, e dal Laos, un tempo chiamato “il Paese del milione di elefanti”. Ogni anno, il Paese ne produce circa 50 tonnellate, di cui i 2/3 sono esportati verso l’Europa. Se ne trova principalmente nel nord del Paese, nella provincia di Phôngsali, una regione montuosa dalle immense foreste.
Il balsamo di benzoino si raccoglie a mano, praticando un’incisione sulla corteccia del tronco in diversi punti per far piangere l’albero e raccogliere le lacrime di benzoino.
Nel suo stato liquido, questa essudazione è bianca e diventa gialla essiccandosi; quando la si raccoglie, circa 6 mesi dopo, è già a metà solida. Il benzoino viene poi trasportato nei magazzini dove è trattato come pepite d’oro, quindi pulito e selezionato.
Gli utilizzi del benzoino
Scoperto scientificamente nel 1853 da Garcia de Orta, il benzoino veniva un tempo bruciato nelle case per purificarne l’atmosfera, attirare le onde positive e allontanare gli esseri e le creature indesiderabili. Il benzoino entra anche nella composizione di balsami dalle virtù cicatrizzanti e antisettiche.
Profuma l’acqua di Botot, quell’acqua per il risciacquo orale che utilizzava in particolare Luigi XV, ed entra anche nella composizione del Baume de la Ferté, creato nel 1830 da Pierre-François-Pascal Guerlain, un balsamo molto efficace per trattare le labbra screpolate e altre ragadi. Il prodotto è oggi conosciuto con il nome di “Super Lips”.
Il benzoino ha svolto anche un ruolo nella cura delle malattie polmonari. Inoltre, le lacrime di benzoino sprigionano un profumo molto soave, molto apprezzato nei templi buddisti dove è utilizzato come incenso. In effetti, il benzoino è stato a lungo considerato una varietà d’incenso o di mirra e come una sostanza preziosa.
Le diverse varietà e profumi
Esistono diverse qualità di benzoino:
- Il benzoino del Laos: molto qualitativo, con una nota vanigliata e caramellata, senza essere troppo dolce, ed è anche cipriata e lattea.
- Il benzoino del Siam: una varietà molto ricercata dai profumieri, molto rara e molto costosa. Possiede una sfaccettatura vanigliata molto presente.
- Il benzoino di Sumatra: ottenuto da due fonti, styrax benzoin e styrax parallelorum.
Profumi contenenti benzoino: Bois des Îles di Chanel, Habanita di Molinard, Opium di YSL, L’Eau di Diptyque, Serge Noire di Serge Lutens, Shalimar, L’Heure Bleue e L’Instant di Guerlain, e molti altri.
Il Balsamo del Perù
Il balsamo del Perù è una resina balsamica naturale di colore bruno o rosso. Si tratta di un prodotto derivato dalla resina di un albero: il Myroxylon pereirae, originario dell’America centrale (San Salvador, Colombia e Venezuela). L’albero non cresce dunque in Perù come potrebbe indicare il suo nome. Veniva tuttavia un tempo esportato da uno dei suoi porti, il Callao.
Come il balsamo di Tolù, il balsamo del Perù è ottenuto per incisione della corteccia del balsamo del Perù (risultato di una reazione patologica dell’albero).
L’olio essenziale è ottenuto per distillazione a vapore acqueo del balsamo, e il resinoide per estrazione con solventi volatili. Il suo sentore è vanigliato, dolce, con note di caramello, cinnamiche, e una leggera nota farmaceutica.
Al pari del balsamo di Tolù, il balsamo del Perù si trova in numerosi prodotti di uso comune. Spesso si ignora che è presente in questi cosmetici o profumi, e le allergie sono quindi piuttosto frequenti, causate soprattutto dal benzoato di coniferile, un allergene maggiore.
I diversi utilizzi del balsamo del Perù
Il balsamo del Perù si trova in numerosi prodotti cosmetici e in prodotti alimentari, come tè aromatizzati e pasticceria, ma anche in numerose applicazioni mediche (sciroppo per la tosse, efferalgan…) e in alcuni prodotti per la casa, disinfettanti o altri prodotti antipolvere.
La prima grande applicazione dell’olio essenziale di balsamo del Perù è dermatologica. Applicato sotto forma di pomata, permette di trattare facilmente tutti i problemi di pelle secca, danneggiata, screpolata o con ragadi. Sarà anche molto utile alle giovani madri che allattano e che soffrono di ragadi ai capezzoli, poiché favorisce il rinnovamento cellulare.
L’olio essenziale di balsamo del Perù è un tonico che aiuta a combattere l’ipotensione e la stanchezza stimolando l’organismo e il sistema immunitario, nonché un potente disinfettante delle vie respiratorie e fluidificante delle secrezioni bronchiali. L’olio essenziale di balsamo del Perù favorisce inoltre il rilassamento e la meditazione.
Il Balsamo di Copaive
Il balsamo di copaive è un’oleoresina estratta da diverse specie di alberi sudamericani del genere Copaifera (o copaifere). Si raccoglie perforando il tronco di questi alberi e inserendovi un tubo per raccogliere la sostanza che ne fuoriesce, che può poi essere distillata a vapore per ottenere un olio essenziale.
Diversi utilizzi: Il balsamo di copaive è utilizzato in farmacia per le sue numerose virtù terapeutiche: antinfiammatorio, antisettico, cicatrizzante, espettorante e antireumatico.
Descrizione olfattiva in profumeria: Questo balsamo è descritto come legnoso, resinoso e speziato, con accenti aromatici (menta ed eucalipto). L’odore è piuttosto dolce e possiede un carattere legnoso che potrebbe avvicinarsi al sandalo.
Profumi al balsamo di copaive:
- Aouda Comptoir Sud Pacifique
- Bois d’Arménie Guerlain
- Bois d’Ombrie Eau d’Italie
- Cerruti Si Cerruti
- Kingdom Alexander McQueen
- Pure Oud By Kilian
- Songes Annick Goutal
- Bois de Copaïba Parfumerie Générale
- Tam Dao Diptyque