La composizione del profumo: guida alle materie prime e all’architettura olfattiva

Si chiede come sia composto un profumo, quale sia la sua architettura, la sua piramide olfattiva o ancora le materie prime che lo costituiscono. Sylvaine Delacourte Le svela tutti i segreti della composizione di un profumo.
Le materie prime: naturali vs sintesi
Il profumo è costituito da materie prime naturali e di sintesi.
- Le materie prime naturali: Sono circa 1000, ma ogni anno se ne scoprono di nuove. Provengono dai fiori, dalle foglie, dalle radici, dai semi, dai frutti, dagli alberi o dalle cortecce. Le materie prime naturali sono sempre più regolamentate e talvolta eliminate (recentemente la nota muschio di quercia o il legno di betulla sono stati soppressi).
- Le materie prime di sintesi: Sono tra 3000 e 4000; ogni anno alcune scompaiono e altre appaiono (cfr. Prodotti di sintesi).
Il profumiere, in base ai propri gusti o alle possibilità a disposizione, compie una scelta tra queste 5000 materie prime per creare il proprio organo da profumo. In generale, il profumiere seleziona circa 1000 materie prime in totale, tra naturali e di sintesi, per comporre le sue fragranze.
Gli aromi
Sono piante fresche, alcune delle quali molto utilizzate in cucina, che contribuiscono a conferire grande freschezza a una fragranza.
Esistono 3 suddivisioni:
- Le note aromatiche lavandacee: Lavanda, Lavandina, Issopo, Alloro, Timo, Rosmarino.
- Le note anisate: Anice, Dragoncello, Basilico.
- Le note mentolate: Menta puleggio, Menta piperita, Menta crespa.
I fiori
I fiori rappresentano un registro molto ricco, suddiviso in categorie:
- I fiori primaverili come il mughetto, il lillà, il caprifoglio, la filadelfa.
- I fiori cipriati: mimosa, violetta, radice di iris, eliotropio.
- I fiori bianchi: gelsomino, magnolia, gardenia, giglio, tuberosa.
- I fiori solari: ylang ylang, frangipane, tiaré.
- I fiori speziati: garofano, elicriso.
Alcuni di questi fiori rivelano i loro segreti e i loro profumi, altri no, come la violetta ad esempio; in questi casi il profumiere realizzerà una riproduzione o ricostituzione con l’aiuto di prodotti naturali e di sintesi, al fine di riprodurre il più fedelmente possibile, o meno, il profumo di quel fiore.
I frutti
Alcuni sono naturali, altri no e sono disponibili come riproduzioni o in forma sintetica.
Diverse categorie di frutti sono disponibili:
- Agrumi: sfaccettatura esperidata (cfr. Sfaccettatura esperidata).
- Frutti rossi: lampone, fragola, ribes nero, mora, mirtillo.
- Frutti gialli: pesca, albicocca, prugna.
- Frutti esotici: ananas, mango, frutto della passione.
- Frutti succosi: pera, mela.
Da notare che alcuni fiori come l’osmanthus, ad esempio, possono apportare una nota fruttata.
I legni
Esistono note legnose naturali, come:
Esistono inoltre numerose molecole legnose di sintesi.
Le spezie
Esistono numerose note speziate naturali, classificabili in due categorie:
- Le spezie fresche: Cardamomo, Pepe, Zenzero.
- Le spezie calde: Cannella, Zafferano, Noce moscata, Chiodi di garofano.
Da notare che alcuni fiori come l’elicriso possono conferire un effetto speziato.
I balsami e le resine
Sono chiamate anche note balsamiche e contribuiscono all’accordo ambrato o orientale (cfr. Accordo orientale). Apportano molta rotondità, mistero e note mistiche a una composizione: Incenso, Mirra, Opoponaco, Storace, Benzoino.
Le note animali
Le note animali naturali sono: Muschio, Castoreo, Zibetto, Cera d’api, Iraceo, Ambra grigia.
Solo l’Ambra grigia, l’iraceo e la cera d’api sono ancora autorizzati. Da notare che alcune materie prime naturali come: il labdano, il costo, l’osmanthus, il gelsomino possono apportare note animali a una composizione. Alcuni muschi di sintesi presentano anch’essi una tonalità animale.
Architettura: note, sfaccettature e accordi
Le note olfattive
Il linguaggio della profumeria prende in prestito molto vocabolario da quello della musica. Queste materie prime possono essere chiamate note olfattive. Esempio: nota lavandacea, nota incenso, nota vaniglia, nota vetiver, ecc. Il termine “nota” viene utilizzato anche nel caso della piramide olfattiva, dalle più volatili alle più tenaci:
Le sfaccettature olfattive
Il linguaggio del profumo prende in prestito anche il vocabolario della gemmologia. Sfaccettatura in profumeria significa: assemblaggio di note che hanno una parentela. Esempio: sfaccettatura esperidata, assemblaggio di bergamotto, arancia, mandarino, limetta, ecc.
Dalla nota di testa alla nota di fondo, ecco le diverse sfaccettature: esperidata, marina, aldeica, nuova freschezza, aromatica, verde, floreale, solare, fruttata, speziata, legnosa, cipriata, orientale, gourmand, muschiata, cipriata, animale.
L’accordo
L’accordo: è un assemblaggio di note che non hanno alcun legame di parentela tra loro. Esempio: nota violetta + nota bergamotto + nota gelsomino = nota tè.
I grandi accordi della profumeria: accordo orientale, cipriato, fougère, ecc. Questi accordi hanno dato origine alle grandi famiglie di profumo.
Le famiglie olfattive
Femminili o maschili, ecco le diverse famiglie olfattive con cui ci si può confrontare: Cipriati, Esperidati, Floreali, Orientali, Legnosi, Fougère.