Il Gelsomino in Profumeria: Il fiore stella dalle note sensuali

È una piccola stella dalla candida bianchezza che annuncia l’arrivo del giorno con il suo profumo intenso.
Si spegne sotto i raggi del sole, riprende nella notte la sua fragranza generosa per sprigionarla nuovamente il giorno seguente.

La fragilità del fiore di gelsomino contrasta con la sorprendente potenza del suo profumo, che declina con virtuosismo tutte le ottave olfattive.

Origini del gelsomino

Le due specie più utilizzate in profumeria sono il jasmin sambac e il jasmin grandiflorum.

  • Il jasmin sambac: Proviene dall’India orientale e dal sud dell’Himalaya, e si trova anche in Cina. È un arbusto dal fogliame persistente e folto, potato ogni anno di circa 30 cm. Il suo nome sambac deriverebbe dal sanscrito campaka che significa profumo inebriante.
  • Il jasmin grandiflorum: Proviene dal nord dell’India. Oggi è coltivato in India, in Egitto, in Marocco, in Italia in Calabria e in Francia. È caratterizzato da 5 lunghi petali.

Il nome gelsomino deriva probabilmente dalla parola persiana yasmine che significa fragranza.

Raccolta del gelsomino: Un lavoro minuzioso

La raccolta del fiore di gelsomino avviene all’alba, molto presto al mattino, per evitare che il sole bruci i suoi petali bianchi. La fioritura del jasmin sambac avviene nei mesi di maggio e giugno, mentre il jasmin grandiflorum fiorisce più tardi e si raccoglie da agosto fino a novembre. La durata di vita di un gelsomino, sambac o grandiflorum, è di 15 anni.

Il Gelsomino di Grasse

A Grasse resta pochissima produzione di fiori di gelsomino, riservata quasi esclusivamente a Chanel, ed è raccolto dalla famiglia Mul che vi possiede grandi piantagioni.
Esistono anche altre produzioni grassesi, certo piuttosto confidenziali, ma ciò consente ad alcuni marchi di profumeria di poter inserire il prezzo di un buon gelsomino di Grasse nella loro formula.

La raccolta

I cestini di fiori di gelsomino si riempiono lentamente dalle 7 del mattino fino alle 13. Un operaio raccoglie 350 g di fiori all’ora, ovvero 2 kg per mattinata lavorata: è un lavoro faticoso poiché bisogna stare con la schiena piegata tutto il giorno e gli arbusti sono bassi.

Il gelsomino, purtroppo, non esiste sotto forma di piante rampicanti per la profumeria. Inoltre, bisogna essere precisi: la destrezza è essenziale per staccare il fiore di gelsomino senza danneggiarlo, occorre ruotare la mano di un quarto di giro, non prendere i boccioli e separare delicatamente i fiori maturi dal fogliame verde e dallo stelo.

Servono 800 kg di fiori freschi per ottenere 1 kg di concreta, ovvero 600 g di assoluta di gelsomino dopo la trasformazione, e occorrono 8.000 fiori per kg raccolto.

Come si ottiene l’assoluta di gelsomino?

I fiori di gelsomino non sopportano il trattamento per distillazione: l’essenza o olio essenziale di gelsomino non esiste.

L’enfleurage (Metodo antico)

In tempi più antichi, l’enfleurage era il mezzo per estrarre il profumo del gelsomino. Veniva praticato a freddo, su corpi grassi, e ogni fiore era allora delicatamente posato a mano sul grasso, che ha il potere di assorbire il profumo del gelsomino. Si ottengono così pomate o oli profumati; lo stesso procedimento è utilizzato per la tuberosa.

L’estrazione con solventi volatili (Metodo moderno)

Questa tecnica troppo onerosa è quasi abbandonata, oggi è sostituita dai solventi volatili. Questa tecnica è chiamata tecnica di estrazione con solventi volatili. Il solvente utilizzato è soprattutto l’esano, che viene riscaldato e poi eliminato per evaporazione.

Si isola così una materia cerosa molto profumata chiamata la concreta. Mescolando la concreta con l’alcol, riscaldandola e poi raffreddandola, la concreta viene purificata dai componenti vegetali e dalle cere che contiene. L’assoluta, che è un olio essenziale, si ottiene poi una volta evaporato l’alcol.

Esiste un prodotto ancora più nobile: l’assoluta DM, per distillazione molecolare. Il risultato offre una fragranza con più impatto, più verde, aranciata e meno medicinale.

Caratteristiche di ogni varietà di gelsomino

Negli anni ’50, gli industriali di Grasse hanno introdotto il gelsomino in Italia, in Egitto e poi in India con il fiore di gelsomino esotico. In generale, il jasmin grandiflorum è più verde e riproduce bene la fragranza così profumata del fiore che si può sentire la sera d’estate nei paesi mediterranei.

Il fiore di gelsomino presenta, a seconda del terroir, caratteristiche ben specifiche, ma in linea generale contiene i seguenti componenti: indolo (nota animale), acetato di benzile, linalolo, cis-jasmone, alcol benzilico, salicilato di benzile, cis-3-esenolo, eugenolo, antranilato di metile.

  • Gelsomino d’Egitto: profondo, sensuale, soleggiato, fruttato (paracresolo).
  • Jasmin Sambac d’India: fruttato (banana), leggermente verde, note mielate, animale (indolo), si avvicina al fiore d’arancio. 30.000 tonnellate di gelsomino vengono raccolte nel Tamil Nadu.
  • Gelsomino di Grasse: equilibrato, note verdi, piuttosto animale.

In l’Instant de Guerlain, che ho co-creato con Maurice Roucel, c’è del jasmin sambac. Il jasmin sambac è più del tipo fiore d’arancio, antranilato e più mielato, fruttato e solare.

Alcuni marchi utilizzano un blend delle 3 qualità di grandiflorum: quelle dell’India, dell’Egitto e di Grasse.

Esiste anche da poco il jasmin grandiflorum di Calabria. La particolarità della Calabria è che è più fruttato, con una nota di fragola cotta, e il suo lato cresolato animale gli conferisce molta potenza. Uno dei produttori calabresi ha deciso di rilanciare la coltivazione del jasmin grandiflorum, interrotta da tempo a favore del bergamotto.

Il gelsomino costa circa 4.000 € al kg di assoluta. Questo tesoro aromatico aranciato è preziosamente conservato in una cella frigorifera con una porta blindata.

Componenti del gelsomino e la molecola rivoluzionaria: l’Hedione

I principali componenti sono i seguenti: indolo, antranilato di metile, acetato di metile, benzoato, acetato di cis-3-esenolo e cis-3-esenolo.

Si conoscono circa 259 componenti nell’assoluta di gelsomino, ma una molecola contenuta nel gelsomino ha particolarmente rivoluzionato la profumeria: l’hedione, dal greco che significa piacere.
Il suo nome esatto è diidrojasmonato di metile, è stato isolato nel gelsomino, brevettato nel 1962 da Firmenich e identificato dal Dr. Edouard Demole.

Inizialmente molto costosa, è ormai davvero accessibile; è stata utilizzata per la prima volta da Edmond Roudnitska in Eau Sauvage di Christian Dior nel 1966, poi tutte le acque fresche del mercato l’hanno utilizzata.

Questa magnifica molecola di hedione profuma di fiore fresco. È una fragranza molto dolce e aerea, ed è ormai una delle materie più utilizzate in profumeria. Viene utilizzata in overdose nei profumi per bambini, così come nei profumi fioriti e nelle acque fresche e profumi per bambini.

Il profumo dell’hedione, isolata dal gelsomino, apporta fluidità. Questa nota permette di dare respiro alle note fiorite, di aprire maggiormente le note di cuore; è al contempo leggera, relativamente tenace, ed è una nota senza tempo. Viene persino talvolta utilizzata come solvente.

È anche un esaltatore di fragranze: il profumo di questa nota di gelsomino sublima la freschezza. Grazie a questa molecola, la famiglia delle acque fresche è stata creata con in testa Eau Sauvage di Dior, poi ne sono apparse altre come Eau de Rochas, Eau de Lancôme, Eau de Guerlain, o ancora Dovana di Delacourte Paris.

Un profumiere di Firmenich, una società svizzera che crea sia molecole che fragranze, mi diceva che grazie all’hedione aveva l’impressione che il profumo respirasse dall’interno. In Firmenich la tavolozza si è ampliata: oggi ci sono l’hedione HC più pura, il paradisone, un’hedione purissima e recentemente lo splendione.

Aneddoti sul gelsomino

  • Amo il tè al gelsomino quando si può scorgere il fiore distintamente tra le foglie di tè; esistono anche infusi al gelsomino.
  • Amo talmente il gelsomino che ne ho fatto crescere sul mio balcone, purtroppo non il jasmin grandiflorum, ma come pianta rampicante; questo è piuttosto vigoroso e rustico, è il gelsomino stellato, basta solo avere cura di annaffiarlo bene.
  • Il primo utilizzo del jasmin sambac era la profumazione del tè e la decorazione dei carri per le feste religiose.
  • In India, ho avuto la fortuna di vedere il lavoro del gelsomino intrecciato in collane spesso destinate alle divinità.
  • Le donne in India li portano tra i capelli; pare che l’essenza di gelsomino favorisca la crescita dei capelli.
  • Vera panacea, il gelsomino cura le ferite, è calmante e afrodisiaco. L’ayurveda riconosce al gelsomino anche proprietà sedative che alleviano il mal di testa.
  • È utilizzato anche in cucina, nel riso bianco che accompagna i curry.
  • Il gelsomino è molto spesso legato, sia in India che in Tunisia, alle cerimonie nuziali.
  • Partecipa ai profumi senza alcol, gli attar, spesso abbinati all’olio essenziale di sandalo, destinati a purificare il corpo prima della preghiera.

Utilizzo del gelsomino e profumi emblematici

Il fiore di gelsomino ha naturalmente un profumo potente, ondulante e soave, e fa parte della famiglia dei fiori bianchi. È un fiore che profuma enormemente, ma può essere orchestrato diversamente dal profumiere, sia trattato come fiore sensuale, estroverso, inebriante, oppure lavorato come fiore delicato.

Diamante olfattivo unico, il gelsomino offre un ventaglio di sfaccettature di un’ampiezza sorprendente; sta al profumiere sfaccettarlo secondo la propria ispirazione. Il gelsomino fa parte delle note di cuore del profumo; dico che dona curve, rotondità o corpo al profumo.

Il fiore di gelsomino fa parte del cuore dei grandi profumi. Lo si trova in overdose nelle fragranze Jardins de Bagatelle o ancora Samsara di Guerlain.
In modo classico è spesso associato alla rosa: Liu di Guerlain, N°5 di Chanel, Joy originale di Patou, 24 Faubourg di Hermès, Alien di Mugler, Organza di Givenchy.

  • Arpège di Lanvin
  • Diorella di Dior
  • Mille di Patou
  • First di Van Cleef & Arpels
  • Jasminum Sambac di Chloé
  • Imperial Tea di By Kilian
  • Cèdre Sambac di Hermès
  • Gucci Bloom di Gucci
  • A la Nuit di Serge Lutens
  • 3 fleurs di Parfum d’Empire
  • J’adore Dior
  • Jasmin des Anges Dior
  • Splendida Jasmin noir Bulgari
  • Shalimar Guerlain
  • Souffle de Parfum Guerlain
  • Le Parfum Elie Saab
  • Jasmin rouge Tom Ford
  • Eau des Sens Diptyque
  • La chasse aux Papillons L’Artisan Parfumeur
  • Jasmin 17 Le labo

È una nota fiorita facile da utilizzare nelle candele. Quando è ben realizzata, una candela al gelsomino può dare l’impressione di un bouquet di gelsomino che profuma la stanza. Il gelsomino ispira ormai anche i pasticcieri come Pierre Hermé e Ladurée con il macaron al gelsomino; lo si ritrova anche nel caffè Nespresso con la sua varietà fiorita Onirio.

Più che una pianta, il gelsomino è innanzitutto un profumo di fiore bianco capitoso, sensuale, carnale; a Grasse lo chiamano “La Fleur”, che regna accanto alle rose, ed è e resterà una fonte d’ispirazione per il profumiere. Si dice che il gelsomino doni la sua anima alle stelle e che la rosa la doni al sole.

Il gelsomino nei profumi Delacourte Paris

Utilizzo molto il gelsomino nelle note di cuore dei miei profumi, ma è ancora più presente nelle composizioni fiorite come Dovana.


Una Materia Prima. Un'Emozione. Un Profumo.

Delacourte Paris reinventa le materie prime iconiche della profumeria per offrire loro una personalità nuova, unica e inaspettata.
Scoprite i profumi con il nostro
Cofanetto Scoperta.

Seguiteci su Instagram

Profumi Delacourte Paris
Scroll to Top