L’Head Space in profumeria: Catturare l’odore del fiore vivente

Fotografia scientifica di un fiore raro sotto una campana di vetro collegata a un sensore, che illustra la tecnica dell'Head Space per analizzare l'odore senza tagliare la pianta.

I profumi vengono creati a partire da materie prime, naturali o di sintesi. Le materie prime naturali possono essere estratte in diversi modi. L’Head Space, o «spazio di testa», è uno dei procedimenti di estrazione utilizzati.

Questa tecnica mira a ricostruire gli odori naturali di un fiore, che non potrebbero essere ottenuti sotto forma di olio essenziale. Esclusivamente sui fiori.

I procedimenti di estrazione in profumeria

Ecco i diversi procedimenti di estrazione delle materie prime esistenti in profumeria:

Le materie prime sull’organo del profumiere

È importante sapere che il profumiere lavora, in genere, con 1.000 materie sul suo organo dei profumi (di sintesi e naturali), che seleziona, secondo i propri gusti, tra un totale di 4.000 materie (1.000 materie prime naturali e 3.000 materie di sintesi attualmente disponibili).

Inoltre, questo numero è in costante evoluzione, poiché ogni anno vengono scoperte e commercializzate nuove materie prime, mentre altre scompaiono (la legislazione impone sempre più restrizioni).

Che cos’è un Head Space?

L’Head Space, chiamato anche «spazio di testa», rappresenta una scoperta recente in profumeria (anche se oggi se ne parla un po’ meno, poiché la tendenza attuale è orientata verso il naturale e il biologico).

Il principio di questa tecnica consiste nell’assorbire il profumo di un fiore senza tagliarlo, al fine di analizzarne e riprodurne i diversi componenti.

Come funziona l’Head Space?

Innanzitutto, i botanici raccolgono i fiori racchiudendoli in una grande campana di vetro (delle dimensioni di una testa) dotata di una pompa. In questo modo, il fiore non viene danneggiato né tagliato. Poi, il gas si diffonde nel contenitore e si accumula a strati in uno stoppino realizzato con un materiale riservato, all’interno di un minuscolo tubo chiuso.

Durante 24 ore, questo processo assorbe e analizza tutte le molecole emesse dal fiore, che è ancora radicato nel terreno. Queste molecole vengono poi identificate dal cromatografo in fase gassosa e dallo spettrometro di massa, che scompongono l’odore del vegetale e rivelano in ordine l’identità dei componenti (che possono essere fino a 80 diversi).

Il profumiere tecnico sceglie quindi i componenti più interessanti e ricrea la nota di testa di quel fiore. In un certo senso, riproduce le note fugaci che il vegetale avrebbe perso se fosse stato tagliato o trattato.

Questo processo può essere realizzato anche direttamente in laboratorio. Il fiore viene allora collocato in un pallone di vetro leggermente riscaldato, dal quale viene aspirata l’aria. Le molecole restano così «intrappolate»; vengono condensate a bassa temperatura e poi analizzate.
Alcuni Head Space sono ancora più compatti, e costituiti semplicemente da un’astina che viene posizionata davanti alla materia da analizzare.

Quali sono i vantaggi dell’Head Space?

1. L’odore del fiore vivente viene riprodotto

Questa tecnica permette di riprodurre la fragranza del fiore vivente, così come la si potrebbe respirare in piena natura o nel proprio giardino. Infatti, dal momento in cui il fiore viene tagliato, inizia a perdere parte della sua fragranza.

Allo stesso modo, il fiore viene privato di numerose molecole odoranti non appena inizia a essere trattato, in particolare se la sua fragranza viene estratta per distillazione o per estrazione con solvente volatile.

Con queste tecniche, i fiori vengono infatti sottoposti a determinate temperature, oppure il loro profumo viene esaurito da gas leggermente odoranti.

Le fragranze ottenute con questi diversi trattamenti sono dunque molto lontane da quelle di un fiore vivente e fresco (la fragranza più riuscita e più neutra si ottiene senza dubbio grazie al trattamento con CO2, o sofact).

2. Nuove materie prime scoperte

Promossi dai grandi gruppi dell’industria della profumeria (Givaudan, IFF – International Flavors & Fragrances), gli Head Space permettono di scoprire e registrare nuove materie prime. Ad esempio, questo trattamento consente di riprodurre le fragranze di fiori rari che non possono essere coltivati su larga scala.

3. La possibilità di analizzare atmosfere originali

Inoltre, è importante sapere che gli Head Space possono analizzare non solo fragranze, ma anche atmosfere più complesse e originali, come quelle di un negozio di fiori, di una tabaccheria, di una spiaggia a Rio, di una foresta amazzonica, di una banconota, del tartufo, ecc.

Gli Head Space risultano particolarmente interessanti per accentuare la naturalezza e la freschezza di un profumo nella nota di testa.

Il procedimento di estrazione Jungle Essence

Il «Jungle Essence» è un procedimento di ricerca di fragranze rare, creato e brevettato dalla società di Grasse Mane. Questa tecnologia offre una soluzione rispettosa dell’ambiente, riproducendo estratti di fragranze di qualità e purezza eccezionali, preservando le attrattive olfattive delle materie prime originali.

Questo procedimento permette di stabilire campioni di fragranze che potranno poi essere ricreati su scala più industriale.

Dei prodotti vengono inseriti in una sorta di tubo (può trattarsi di qualsiasi materia, come caramelle, un frutto, materie prime rare). Il tubo viene poi sigillato, un gas o un liquido vi viene iniettato e cattura l’odore dei prodotti. È difficile conoscere nel dettaglio il funzionamento di questo processo, poiché la tecnica è molto riservata.

Se la fragranza catturata viene giudicata interessante, sarà allora riprodotta in laboratorio, su scala più ampia.

Conclusione

Gli Head Space non possono in alcun modo sostituire un prodotto naturale. Per quanto siano ammalianti nel loro slancio iniziale, le fragranze riprodotte perdono il loro fascino nel giro di pochi minuti.

Tuttavia, il prodotto dell’Head Space può essere utile per accompagnare o sublimare un’essenza naturale. Ad esempio, la nota di testa della rosa è data dall’essenza, seguita a sua volta da una nota di cuore, fornita dall’assoluta. Ciò permette di ottenere, dallo slancio iniziale alle note di fondo, la riproduzione quasi perfetta di una rosa vivente.


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