Il Miele e la Cera d’Api: Note gourmand e animali in profumeria

« Nulla assomiglia a un’anima come un’ape, essa va di fiore in fiore come un’anima, di stella in stella, e riporta il miele come l’anima riporta la luce. »
Victor Hugo, Novantatré.
La cera d’api fa parte delle materie prime naturali utilizzate in profumeria. L’olio essenziale di miele non esiste, ma i profumieri sono in grado di orchestrare le note mielate della cera d’api con molte altre sfaccettature o famiglie olfattive, e possono inoltre comporre con un’infinita varietà di note mielate.
Storia del miele
La cera d’api è secreta dalle api da miele, che utilizzano questa materia per costruire i favi del loro alveare e conservarvi il miele e il polline. Il termine «miele» deriva dal latino ‘mel’, e il prodotto, esistente da sempre, è dotato di una forte simbologia.
Assimilato al nettare degli dèi, era utilizzato nei rituali religiosi e durante le imbalsamazioni. In alcune culture, il miele è considerato un elisir di lunga vita, e gli sono attribuite numerose proprietà medicinali e cosmetiche.
Descrizione della cera d’api in profumeria
La cera d’api evoca un gusto di miele e possiede una nota che fa venire l’acquolina in bocca, apportando una sensazione di dolcezza e rotondità: ecco il risultato dell’incredibile lavoro delle api.
La nota mielata è molto interessante nei profumi e può persino risultare regressiva per alcune persone (ovvero evoca l’infanzia). Si tratta di una nota nutriente, solare e vellutata, che apporta molta tenacità e naturalezza a un profumo.
Inoltre, la nota mielata possiede molteplici sfaccettature, con sentori di erba, fieno, tabacco, nonché sfaccettature gourmand, fruttate o cuoio. Si abbina particolarmente bene con il fiore d’arancio, che contiene già, nella sua assoluta, una sfaccettatura mielata.
L’assoluta di cera d’api
Per quanto riguarda l’assoluta di cera d’api, essa possiede un odore di cera per mobili, leggermente mielato, erbaceo, con sfumature di tabacco e fieno, e accenti anisati, speziati, fruttati e cuoio, a seconda delle altre essenze naturali che la circondano.
La nota della cera d’api è piuttosto difficile da lavorare. Può infatti tendere a risultare troppo animale, oppure a ricordare un prodotto per la lucidatura: deve quindi essere utilizzata con parsimonia, ma ha il vantaggio di conferire molta naturalezza a una fragranza fiorita.
Alcuni profumieri preferiscono creare basi contenenti diverse materie prime mielate, piuttosto che utilizzare la cera d’api da sola in una composizione. Questa materia prima è utilizzata prevalentemente nelle note di cuore e nelle note di fondo. Tuttavia, se la sfaccettatura mielata è importante, potrà attraversare l’intera fragranza, dall’apertura alla sua conclusione.
Da sapere: la cera d’api non è un prodotto vegano.
Le note mielate: Naturali o Sintetiche?
Le note mielate, come la cera d’api, possono essere naturali o di sintesi.
Le note naturali mielate
In profumeria, si trovano note naturali mielate nei seguenti prodotti:
- Cera d’api Assoluta: il suo sentore è piuttosto butirrico, molto mielato e vicino alla ginestra (arbusto dai fiori gialli).
- Assoluta di fieno: della società IFF.
- Le note di tabacco biondo: possono anch’esse conferire sentori mielati.
- Alcuni fiori possono conferire note mielate, come l’assoluta di Ginestra, con la sua nota complessa e piuttosto scura di cera e cassia.
- Il caprifoglio o il filadelfo, la cassia, la mimosa, l’immortelle, il ligustro e il pittosporo sono altri fiori dalle sfaccettature mielate.
Le note di sintesi mielate
Ecco le principali basi, o note mielate di sintesi utilizzate in profumeria:
- Miel de Robertet: base.
- Miel Blanc: base di Symrise.
- Tabac Turc Absolu: base Miele, animale, cuoio.
- Miel Blanc (Base De Laire): odore mielato, ceroso.
- Miel de Provence (base di Firmenich): nota tabacco, anisata, mielata, curry, immortelle, cumarina, fieno.
- Acido Fenilacetico: mielato, fruttato, leggermente salato, vicino al ribes nero.
- Alcol Cinnamico.
- Aldeide Fenilacetica: nota molto vegetale, bagnata, fredda, rosata e mielata.
- Fenilacetato e fenilacetato di feniletile.
- Nectarol: nota piuttosto singolare.
- Fenilacetato di isobutile: Pera, Hédione, rosato.
- Aldeide Idratropica: poco potente, ricorda una barretta di cereali, albicocca.
- Acetofenone: nota di colla bianca, leggermente medicinale.
Le note mielate e le famiglie olfattive
Le note mielate hanno la particolarità di poter arricchire numerosi profumi e apportano in particolare un tocco caldo, dolce e animale a tutte le seguenti famiglie olfattive:
- I cipriati: Gentleman di Givenchy; Rose Barbare e Chypre fatal di Guerlain.
- I legnosi: Féminité du Bois di Serge Lutens; Rose Ikebana di Hermès.
- Gli orientali: Rahat Loukoum; Ambre Narguilé; L’Innommable di Serge Lutens; Comme des Garçons; Fumerie Turque; Miel de Bois; Gucci by Gucci; Angel Muse di Mugler.
- I semi-orientali: come L’Instant di Guerlain.
- I fioriti: Néroli Intense di Nicolai; Chat Perché di Goutal, Mélodie de l’Amour di Dusita; L’Envol di Cartier.
- I cuoi: Cuir Venenum di Pierre Guillaume.
- La vaniglia
- Il fiore d’arancio: Osiris di Delacourte Paris.
La nota mielata: una nota benefica
I prodotti fabbricati dalle api sono molto ricchi, vari e possiedono numerosi benefici per la salute e nell’alimentazione (con il miele, la pappa reale e la propoli, ad esempio), poiché sono ricchi di calorie, antiossidanti, glucidi e potassio, e hanno un effetto prebiotico.
Il miele è inoltre molto utilizzato nei cosmetici per le sue proprietà rigeneranti e cicatrizzanti. Infine, la cera d’api, così come le numerose altre note mielate, apportano deliziose fragranze avvolgenti alla profumeria.