La Mimosa in Profumeria: Il fiore cipriato della Riviera

La mimosa è un fiore difficile da lavorare in profumeria. La prima volta che l’ho sentita in assoluta, ho trovato il suo profumo ben lontano dall’odore delle mimose in fiore, nella casa di vacanza dei miei genitori nel Var.
Ed è certamente per questo che molti anni dopo ho avuto il desiderio di ritrovare in un profumo l’odore delizioso di quei batuffoli vellutati, accarezzati dal vento: l’esercizio fu arduo! E anche se Champs Élysées è stato molto criticato, sono fiera di questa prima co-creazione della mia carriera.
Storia e Origini
Fu il capitano Cook che, conquistato dal profumo di queste piccole sfere gialle, riportò nel 1770, durante uno dei suoi viaggi ai confini del mondo, delle piantine di questo arbusto originario dell’Australia, dove tracce fossilizzate dimostrano che cresceva già circa 250 milioni di anni fa.
La mimosa sedusse molto rapidamente i salotti aristocratici in Gran Bretagna e poi in Francia. L’imperatrice Joséphine aveva già tentato di piantare delle mimose nelle serre della Malmaison. Ma il suo acclimatamento nel sud della Francia risale a soli 150 anni circa.
Gli arbusti di mimosa sarebbero stati riportati dal Messico dalle truppe di Napoleone III e, dalla fine del XIX secolo, è un fiore che simboleggia la Costa Azzurra.
La mimosa è coltivata essenzialmente nel sud della Francia, in India, in Egitto e in Marocco.
Estrazione e Descrizione Olfattiva
In profumeria, viene trattata mediante estrazione con solvente volatile, ottenendo così un’assoluta. Ma si può anche trattare la concreta (primo prodotto risultante dall’estrazione) mediante distillazione molecolare, ottenendo così un’assoluta da distillazione molecolare, diversa dal punto di vista olfattivo e quasi incolore.
Descrizione olfattiva: floreale, cipriata, mielata, mandorlata, possiede una sfaccettatura verde piuttosto pronunciata, poiché si distillano le foglie insieme alle sfere gialle. Per me, nella nota di mimosa ci sono accenti molto leggeri di cetriolo e persino di melone.
Prezzo approssimativo: Assoluta di mimosa India 560 Euro/kg.
Profumi contenenti una nota di mimosa marcata:
- Mimosa pour moi L’Artisan Parfumeur
- Champs Elysées Guerlain
- Summer Kenzo
- Pour Femme Bulgari
- Amarige Mimosa Givenchy
Aneddoti gourmand e culturali
- Si dice che se la mimosa fiorisce in inverno sulla Costa Azzurra, è perché si crede in Australia, dove le sue simili sbocciano nello stesso periodo. Quindi in estate!
- In Spagna, si dice che i suoi fiori simboleggino i ricongiungimenti.
- La mimosa è il fiore offerto in occasione della festa delle nonne. Marcel Pagnol diceva: «le nonne sono come la mimosa: è dolce e fresca, ma fragile…»
- La mimosa è commestibile: delle sfere di mimosa vengono ricostituite in zucchero e aromatizzate alla mimosa. Tuttavia, non è possibile cristallizzare i fiori direttamente, è irrealizzabile poiché il fiore è troppo vellutato.
- Esiste uno sciroppo di mimosa: qualche goccia nello champagne ed è fantastico!
- Da non perdere: l’ultimo macaron di Ladurée alla mimosa.
La Cassie: La cugina misteriosa
È un fiore della stessa famiglia delle mimose (le acacie), con una differenza: ci sono delle spine sui rami. Come la mimosa, è un fiore piuttosto difficile da lavorare in profumeria; il suo odore è più denso, più misterioso, con note animali vicine a quelle dello ylang-ylang, effetti solforati e accenti aldeidici.
Entra nella composizione di Après L’Ondée di Guerlain. C’è anche molta cassie in Fleurs de Cassie di Frédéric Malle, con il 4% di assoluta di cassie.
I Prodotti di Sintesi Cipriati
Il Metile Ionone
Il primo ionone è stato scoperto nel 1890. Gli iononi in profumeria hanno permesso ai profumieri di riprodurre abbastanza fedelmente il profumo del fiore di violetta. Poiché, come Lei sa, la violetta non svela la propria anima.
Descrizione olfattiva: floreale, violetta, cipriata, lampone, legnosa.
Après l’Ondée fu uno dei primi profumi a contenere queste molecole, seguito da l’Heure Bleue, Météorites, Vol de Nuit e Insolence di Guerlain, Florentina e Dovana di Sylvaine Delacourte.
L’Eliotropina
L’eliotropio non svela il proprio profumo, ma fortunatamente il suo odore è stato scoperto nel 1869 da Fittig e Mielk. Questa materia prima è sintetica, ma può anche essere ottenuta a partire dalla vaniglia (tahitensis).
Descrizione olfattiva: floreale, mandorlata, mimosa, eliotropio, lillà. Anche qui presente in Après L’Ondée, Heure Bleue, Insolence di Guerlain, Florentina e Dovana di Sylvaine Delacourte.
La Vanillina
È il principio odorante dei baccelli di vaniglia (planifolia); è molto diffusa nel regno vegetale, ma sempre in proporzioni ridotte. Si trova nel benzoino del Siam e di Sumatra, nelle essenze di chiodi di garofano. Viene quindi ottenuta principalmente per ossidazione dell’isoeugenolo (dunque a partire dal chiodo di garofano).
Presente in molti profumi Guerlain, in compagnia della maestosa vaniglia naturale sotto forma di assoluta o di tintura che essa «addolcisce»: la vaniglia naturale, infatti, è solo molto poco dolce.