La Sfaccettatura Cuoiata: Storia dei guantai-profumieri e note di carattere
La sfaccettatura cuoio è particolarmente apprezzata dagli intenditori di profumi. Per familiarizzarLa con questa sfaccettatura emblematica, Sylvaine Delacourte Le propone un contenuto unico, tra definizione, note, molecole e profumi iconici.

Cos’è la sfaccettatura cuoio? Storia e definizione
Negli anni dal 1920 al 1970, la famiglia cuoio era molto presente, sia nei profumi maschili che femminili, e spesso accompagnata da note animali. Nel periodo dell’emancipazione della donna, tra il 1940 e il 1960, le donne amavano particolarmente questi profumi detti «cuoiati» dal forte carattere. Poi a poco a poco questa famiglia è scomparsa, lasciando il posto alla sua presenza ma sotto forma di sfaccettatura. Oggi non costituisce più una famiglia a sé stante.
In profumeria, la sfaccettatura cuoio è un po’ a parte. È una famiglia molto apprezzata dagli intenditori e dagli amanti del profumo «di carattere». Questa nota di cuoio rimanda al mito del profumiere-guantaio.
Tra cuoio e profumo, una storia d’unione
Nel 2000 a.C., in Asia, i cuoi venivano trattati e profumati con la corteccia dell’albero di kumquat per mascherare i forti odori delle pelli. Le pelli di Spagna venivano profumate con diverse essenze preziose come l’acqua di rosa, l’ambra, la canfora, l’essenza di cedro, il muschio. Il cuoio italiano nel XVII secolo veniva profumato con un dolce odore di mandorla.
I conciatori, Grasse e il cuoio
Già dal XII secolo, a Grasse, dei conciatori si stabilirono per commerciare cuoi e pelli. Stipularono accordi commerciali con Genova e Pisa in Italia, dove esportavano i loro cuoi. I maestri conciatori di Grasse erano rinomati per la qualità eccezionale del loro cuoio, riconoscibile dal colore verdastro ottenuto grazie alla macerazione del mirto. Un solo neo nel quadro… i cuoi non avevano un buon odore, cosa che dispiaceva alla nobiltà!
La moda dei guanti profumati venuta da Firenze
Nel XVI e XVII secolo, i guanti, accessori indispensabili, venivano profumati con diverse essenze come l’ambretta, il muschio, oppure sotto Francesco I si utilizzavano lo zibetto, l’ambra grigia o il rosmarino… Sotto Enrico III si portavano persino i guanti per dormire! L’idea di profumare i cuoi e in particolare i guanti sarebbe venuta da un profumiere fiorentino che avrebbe offerto un paio di guanti profumati al fiore d’arancio a Caterina de’ Medici.
La regina ne fu conquistata ed è per questa ragione che venne soprannominata «la Nérola», poiché l’essenza di fiore d’arancio si chiama «il neroli». Il prodotto si diffuse allora alla Corte e in tutta l’alta società. Il re Luigi XIII nel 1614 creò la corporazione dei «Maîtres Gantiers-Parfumeurs» e la città di Grasse acquisì una reputazione mondiale. Fu allora l’età d’oro dei «Guantai Profumieri».
Il Maestro Guantaio-Profumiere
Il mestiere di Guantaio-Profumiere era artigianale e richiedeva un sapere importante. Infatti, erano necessari 4 anni di apprendistato e 3 anni di perfezionamento per raggiungere la maestria. Ma verso il 1759, le tasse sul cuoio e la concorrenza di Nizza fecero declinare l’industria del cuoio a Grasse. Il profumo subentrò al cuoio. La comunità dei guantai profumieri fu sciolta nel 1791. Nel XIX secolo, Grasse divenne «Capitale del Profumo», la produzione artigianale degli inizi lasciò il posto a una vera e propria industria e la campagna circostante si coprì di fiori.
Le note di cuoio: la betulla
Le prime note cuoiate sono il risultato delle infusioni di ritagli di cuoio che fabbricavano i maestri Guantai-Profumieri di Grasse. Recuperavano i ritagli del cuoio proveniente dalla Russia, con il quale venivano realizzati gli stivali dell’esercito russo. Questo cuoio era conciato con cortecce di betulla bruciate.
Poi i profumieri sostituirono le loro infusioni di cuoio con l’essenza di corteccia di betulla. La betulla divenne così una delle materie prime principali per conferire una nota cuoio al profumo.
Alcuni anni fa il legno di betulla è stato vietato per essere sostituito da un accordo betulla; ogni profumiere ha la sua ricetta. Alcuni utilizzano il cisto labdano dall’odore caldo e balsamico, o l’olio di cade dalle note cuoiate e affumicate, altri il safranale.
Materie prime e nota di cuoio
Altre materie prime possono essere utilizzate per conferire sfaccettature cuoiate, come:
- Lo stirace (resina) e lo stirace pirogenato
- Il cisto labdano (resina) e tutti i suoi derivati
- L’agarwood o essenza di agar, che è il principale costituente del legno di oud, albero molto raro che si trova in India o nel Sud-Est asiatico. La sua essenza viene utilizzata per lavorare note cuoio e si ottiene distillando la resina prodotta dal legno di agar. Questa resina compare su alberi molto vecchi in reazione a dei parassiti. L’essenza di oud non si utilizza in profumeria poiché è molto rara e molto costosa.
- L’incenso pirogenato
- L’elicriso
- La cassia
Molecole e nota di cuoio (Sintesi)
Si può ottenere questa sfaccettatura cuoio anche attraverso molecole come:
- Il Suédéral di IFF (sentore di daino morbido)
- Il Tabanon e l’Aldron di Symrise
- Il Madrox di Givaudan
- Lo ionone beta, dalle note di violetta
- Il safranale (nota zafferano)
- L’IBQ (IsoButilChinoleina), che conferisce un cuoiato secco con una sfaccettatura gomma, verde
I profumi cuoiati o a sfaccettatura cuoio emblematici
Tutte le maison di profumeria hanno avuto un profumo con il nome: Cuir de Russie
- Cuir de Russie di Guerlain nel 1890
- Cuir de Russie di Chanel nel 1927
- Cuir de Russie di LT Piver nel 1939
- Cuir de Russie di Creed nel 1953
Nel 1918, la maison Caron creò Tabac Blond, un profumo cuoiato accompagnato da note di tabacco. Knize Ten di Knize, un cuoio cipriato, strizza l’occhio a L’Heure Bleue di Guerlain, nel 1924.
Poi i profumi cuoiati divennero sempre meno popolari e declinarono a partire dagli anni ’80, contemporaneamente alle note animali. È nello stesso periodo che ci si orientò verso altre note come le note marine, pulite o floreali.
Si notano tuttavia alcune eccezioni che osano ancora proporre veri cuoi:
- Bel Ami di Hermès nel 1986
- Cuir d’Ange di Hermès
- Cuir Mauresque di Serge Lutens
- La collezione «Vuitton parfums» propone numerose sfaccettature cuoio nelle sue fragranze (con infusione di pelle di cuoio).
Si può trovare un’ampia offerta di profumi a sfaccettatura cuoio in numerose marche di nicchia:
- Cuir Beluga di Guerlain è un cuoio cipriato e vanigliato, molto più tenero, co-creato da Olivier Polge e Sylvaine Delacourte.
Altri esempi di profumi con una sfaccettatura cuoiata
I profumi femminili con una sfaccettatura cuoiata
- 1931: Scandal Lanvin
- 1944: Bandit Piguet
- 1959: Cabochard Grès
- 1963: Diorling Dior
- 1985: La nuit Paco Rabanne
- 1986: Parfum de peau Montana
- 1999: Dzing L’Artisan Parfumeur
- 2004: Daim Blond Lutens
- 2007: Kelly Calèche Hermès
- Cuir Lancôme
I profumi maschili e unisex con una sfaccettatura cuoiata
- 1781: Royal English Leather Creed
- 1955: Doblis Hermès
- 1959: Tabac Original
- 1964: Aramis Estée Lauder
- 1976: Yatagan Caron
- 1978: Polo Ralph Lauren
- 1980: Macassar Rochas
- 1981: Quorum Puig
- 1985: Derby Guerlain
- 1989: Parfum d’Homme Montana
- 1998: Rocabar Hermès
- 1999: Tabarome Millésime Creed
- 2002: Cuiron Helmut Lang
- 2003: Duel Annick Goutal
- 2004: Daim Blond Serge Lutens
- 2005: Cuir Améthyste Armani privé
- 2006: Rien État libre d’orange
- 2007: Ambre Fétiche Annick Goutal
- 2008: Serge Noire Serge Lutens
- L’eau du navigateur L’Artisan parfumeur
- Van Cleef & Arpels pour Homme Van Cleef & Arpels
- Jules Dior
- One Man Show Bogart
- Antaeus Chanel
- Kouros YSL
- Bulgari Black Bulgari
- Cuir Ambre Prada
- Feuilles de Tabac Miller Harris
- Black For Men Aigner
- Cuir D’Oranger Miller Harris
- Fumerie Turque Serge Lutens
- Cuir Pleine Fleur James Heeley
- Cuir Ottoman Parfum d’Empire
- Dzongka L’Artisan Parfumeur
- Tuscan Leather Tom Ford
- Japon Noir Tom Ford
- Luxe Patchouli Comme Des Garçons
E anche:
- Ombre Leather Tom Ford
- Leather Acqua Di Parma
- Crème de Cuir BDK
- Cuir Cannage Dior
- 2 Man Comme des garçons
Da Guerlain, tra i classici, esisteva una sfaccettatura cuoio molto presente in Djedi (1925) e anche in Parfum des Champs Elysées (1904), e in generale in tutti gli antichissimi Guerlain.
Infatti, la si trova anche in Vol de Nuit e in Shalimar, che non esisterebbe senza la sua sfaccettatura cuoiata, così come per Habit Rouge.
Paul Valéry non si sbagliava dicendo «ciò che c’è di più profondo nell’uomo è la pelle»!