La Sfaccettatura Solare: Guida alle note esotiche, salicilate e ai fiori bianchi

L’accordo solare è un accordo che veste una famiglia olfattiva. Veste in particolare la famiglia fiorita, vanigliata o orientale.

Una storia di riferimento olfattivo

In Europa, il riferimento olfattivo associato alle note solari è L’Ambre solaire di L’Oréal, costruito attorno ai salicilati di benzile, mentre negli Stati Uniti il riferimento è il prodotto solare Hawaïan Tropic, il cui profumo molto opulento è costruito attorno a note di cocco (cfr. La nota fruttata, il cocco).

Il segreto della nota solare: i salicilati di benzile

L’Oréal nel suo Ambre solaire utilizzava il salicilato di benzile per le sue proprietà di filtro solare. Nel corso della sua ricerca, l’azienda finì per mettere a punto filtri solari molto più efficaci ed eliminò questo vecchio filtro. La conseguenza fu un calo importante delle vendite de L’Ambre solaire.

La formula fu poi rielaborata per reintegrare il famoso salicilato di benzile, non più come filtro solare ma per il suo effetto olfattivo che era diventato un riferimento solare per il consumatore. In una parola, doveva profumare di sabbia o di pelle scaldata dal sole… di vacanze, se possibile!

La sfaccettatura solare e le note solari

Esistono materie naturali o di sintesi che permettono di rendere questo effetto «solare» in un profumo.

I salicilati

Sono molecole di sintesi: il benzile amile e il cis 3 esenile.

Il bergamotto, il mandarino

Il bergamotto, il mandarino e gli agrumi in generale ricordano naturalmente il sole e la freschezza dei paesi mediterranei, in particolare la Calabria; sono note quasi indispensabili per sottolineare la sfaccettatura solare.

Le note marine

Sono note di sintesi chiamate anche note acquatiche, ottenute grazie al calone o all’helional.

Il gelsomino

Il gelsomino Grandiflorum può provenire da Grasse, dall’Egitto, dall’India o dall’Italia.
Il gelsomino Sambac indiano dall’odore più «aranciato e solare».
Per raccogliere questa materia prima naturale, le raccoglitrici devono alzarsi molto presto.
Le più abili raccolgono da 500 a 700 kg di fiori all’ora e per ottenere 1 kg di fiori ne servono 10.000.

La tuberosa

La tuberosa è esotica e narcotica, si trova nell’India meridionale e in Egitto. Conferisce un aspetto intenso alla sfaccettatura solare.
In India viene raccolta ogni mattina da maggio a dicembre.
Il nome di questo fiore, in hindi, significa «profumo della notte». Infatti, decora le finestre e la camera nuziale durante il periodo della cerimonia di matrimonio. Nei primi tre giorni gli sposi non si vedono. Devono attendere il quarto giorno per potersi avvicinare. È allora che la tuberosa entra in scena per calmare l’ansia dei giovani sposi e stimolare il piacere.
Ufficialmente erotica, la tuberosa è, insieme al gelsomino, il fiore complice dell’amore.

L’ylang ylang

Il fiore di ylang ylang proviene da un albero e ha la forma di una grande stella scapigliata. Per gli indonesiani è il «fiore dei fiori», ed è anche il significato del suo nome. Molto esotico, sfoggia una natura esuberante ed estroversa.

Dai vulcani, a Madagascar o Mayotte, ha ereditato un lato fiorito esplosivo che dona molti colori ai profumi. Viene raccolto quando il fiore, da un verde tenero, è diventato giallo, segno che ha raggiunto la sua maturità olfattiva.

Il suo profumo è a metà strada tra il gelsomino e la tuberosa. L’ylang ylang con le sue note cremose e carnali fa pensare al monoï solare. Ha una dimensione sensuale, languida e inebriante, e al tempo stesso è selvaggio e narcotico. È il fiore che illustra meglio la sfaccettatura solare.

Il fiore di frangipane

Il fiore di frangipane è un fiore sacro in India, la cui fioritura abbondante viene invocata con preghiere ardenti. Come il gelsomino sambac, il candore del fiore simboleggia la purezza dell’anima. Questo fiore sacro e delicato non rilascia il suo profumo. I profumieri devono ricorrere a «un fiore di laboratorio», procedendo a «una ricostituzione» (cfr. Come conservare un profumo?), ovvero a una formula che integra una decina di componenti.

Il fiore di tiaré

Il tiaré è un arbusto tropicale sul quale cresce il fiore di tiaré di colore bianco, simbolo nazionale di Tahiti. È ormai disponibile come prodotto naturale, ma viene utilizzato con parsimonia poiché il suo odore, in fin dei conti piuttosto deludente, è lontano dall’essere fedele all’odore originale soave e inebriante del fiore.

Il pittosporum

Questo fiore poco conosciuto, proveniente da un arbusto chiamato anche «alloro australiano», è originario della Cina meridionale, della Corea e del Giappone. Lo si trova anche nel bacino del Mediterraneo, compresa la zona di Grasse, e in Croazia. Questo arbusto dal fogliame verde scuro e lucido può raggiungere i 4-5 metri. Il pittosporum fiorisce in maggio-giugno. I fiori sono allora bianchi tendenti al giallo. Il suo profumo si colloca tra il fiore d’arancio e il gelsomino. Anche in questo caso, il profumiere deve accontentarsi di riprodurne l’odore con l’aiuto di una formula.

La mimosa

L’assoluta di mimosa è un prodotto naturale ottenuto con la tecnica dell’estrazione con solventi volatili a partire dalle palline gialle della mimosa. Ma questi piccoli fiori d’oro vengono spesso trattati con le foglie di mimosa. Per questo motivo, l’assoluta di mimosa, nonostante il suo profumo al tempo stesso cipriato, fiorito e ricco, possiede anche una tonalità verde dovuta alla presenza delle foglie.

La gardenia

Questo fiore bianco non rilascia la sua anima, come abbiamo visto per il fiore di frangipane e il pittosporum. Il suo odore cremoso e delizioso possiede una leggerissima sfaccettatura di fungo fresco, appena addizionata di una sfaccettatura «cocco». Il profumiere procederà quindi a una ricostituzione con ingredienti naturali e di sintesi.

Il foul

Il foul è un fiore molto simile alla gardenia, molto apprezzato, che si trova in Medio Oriente. Anch’esso deve essere ricostituito in laboratorio dal profumiere.

La magnolia

Originaria della Cina, la magnolia ha un profumo interessante e molto singolare. Questo fiore è molto poco utilizzato in profumeria perché il suo estratto non ha lo stesso profumo della pianta, ma può contribuire a creare un effetto solare, senza essere tuttavia l’elemento determinante.

L’immortelle

Il fiore di immortelle, talvolta dimenticato nella sfaccettatura solare, evoca anch’esso le vacanze al mare, la spiaggia, i profumi della macchia corsa. Il suo odore è naturale; è un fiore speziato molto poco utilizzato in profumeria, poiché è un fiore difficile da domare.

Il cocco (nota fruttata)

Evoca anch’esso le vacanze ai Tropici attraverso i ricordi di cocktail esotici, come la piña colada. In profumeria viene lavorato a partire da una molecola, l’aldeide C18; esiste anche come prodotto naturale. Questa nota è altresì indispensabile alla sfaccettatura solare, ma attenzione al dosaggio che deve essere sottile.

I profumi esotici fruttati come il mango, l’ananas e la banana sono possibili grazie alla sintesi.

Alcuni esempi di profumi solari

  • Mayotte (Mahora) – Guerlain (fuori produzione)
  • Quand vient l’été – Guerlain (fuori produzione)
  • Ylang vanille – Guerlain (fuori produzione)
  • Mimosa Tiaré Aqua Allegoria – Guerlain (fuori produzione)
  • Coco Fizz, Aqua Allegoria – Guerlain
  • Parfum Terracotta – Guerlain
  • L’Instant – Guerlain (cfr. La sfaccettatura orientale o ambrata)
  • Cruel Gardenia – Guerlain
  • Dune – Dior
  • Ombre bleue – Jean-Charles Brosseau
  • L’eau ensoleillante – Clarins
  • Beyond Paradise – Estée Lauder
  • Sable – Goutal
  • Vanille Galante – Hermès
  • L – Lolita Lempicka
  • Moheli – Diptyque
  • Songes – Annick Goutal
  • Bronze Goddess – Estée Lauder
  • Replica (beach walk) – Martin Margiela
  • Ylang – Le Labo
  • Sabbia Bianca – Profumum Roma
  • Soleil Blanc – Tom Ford
  • Essences insensées – Diptyque
  • Bosca Vanilla Aqua Allegoria – Guerlain
  • Paris Riviera – Chanel
  • Nuxe Le parfum
  • Sur ma Peau – Dries Van Noten
  • Ilio – Diptyque
  • Eden Rock – Dior
  • Libre L’Eau Nue – Saint Laurent
  • Osiris – Delacourte Paris


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