La Sfaccettatura Speziata: Storia, categorie (calde/fredde) e profumi iconici
In profumeria, le fragranze sono classificate in categorie, chiamate « famiglie » (secondo la classificazione del Comité Français du Parfum – CFP). Sono sei:
- La famiglia degli esperidati
- La famiglia dei fioriti
- La famiglia degli ambrati o orientali
- La famiglia dei cipriati
- La famiglia dei legnosi
- La famiglia dei fougère
La famiglia di un profumo è determinata dal suo accordo, o tema principale, composto da 5 a 10 componenti diversi, che conferiscono tutta l’anima alla fragranza. Inoltre, ogni tema principale, o famiglia, può essere arricchito da una o più sfaccettature olfattive. Più un profumo è sfaccettato, più sarà complesso.
La sfaccettatura speziata può arricchire ciascuna delle famiglie sopra elencate.

La storia delle spezie
Il potenziale delle spezie fu sfruttato per la prima volta nell’Egitto antico. I sudditi dei faraoni erano grandi consumatori di spezie, sia per l’uso nella vita quotidiana che per le imbalsamazioni durante le cerimonie funebri. Gli Egiziani più facoltosi bruciavano cannella nelle loro dimore per combattere l’odore nauseabondo che si sprigionava dalle strade.
Le farmacopee (raccolte di prescrizioni di prodotti medicinali) egizie comprendevano grandi riserve di spezie, la maggior parte delle quali era considerata un vero e proprio rimedio.
L’importanza che il commercio delle spezie assunse in seguito si spiega con diverse ragioni. Si trattava innanzitutto di un commercio lucrativo; inoltre, le spezie erano facilmente trasportabili e consumate in grande quantità, soprattutto dalle classi più elevate della società; il successo delle spezie si spiega infine con la mediocre qualità degli alimenti consumati.
Questi ultimi, quando non erano quasi marci, venivano immersi nel sale (unico mezzo di conservazione appropriato all’epoca), durante una produzione di massa. I vini, le birre e gli aceti spediti via nave facevano parte delle rare derrate conservate. Le spezie erano molto costose, e le bevande speziate erano quindi particolarmente apprezzate dalle persone di un certo rango sociale.
Fino al XVI secolo circa, il flusso delle spezie seguì la pista delle carovane arabe verso Costantinopoli e Alessandria. Da allora, la merce fu spedita ai suoi destinatari tramite navi italiane. Il commercio delle spezie trasformò così le piccole città di Venezia e Genova in brillanti metropoli.
Allo stesso modo, la ricchezza economica del commercio delle spezie rese possibili grandi progressi culturali nel nord Italia, in particolare grazie alla generosità dei mecenati, ricchi mercanti, verso artisti, architetti e filosofi.
Il commercio delle spezie
Nel XV secolo, le vecchie rotte commerciali furono interrotte, spezzando così il monopolio dei porti italiani sul commercio delle spezie. La corsa alle spezie e la ricerca accanita di nuove rotte commerciali lanciarono grandi esploratori verso i mari. Cristoforo Colombo nel 1492, pensando di dirigersi verso l’India, sbarcò alle Bahamas dove scoprì il pimento della Giamaica e la vaniglia.
Nel 1498, l’esploratore portoghese Vasco de Gama sbarcò in India, dove scoprì in particolare la cannella, il pepe, i chiodi di garofano, la noce moscata e il macis.
* L’espressione « cher comme poivre » (caro come il pepe) utilizzata da Voltaire, faceva riferimento all’invettiva « sac à poivre » (sacco di pepe), risalente al Medioevo, che serviva a designare un uomo molto ricco (le spezie essendo all’epoca molto costose).
Le categorie di spezie
Si distinguono due categorie di spezie: le spezie calde e le spezie fredde.
In profumeria, le spezie evocano immediatamente il calore e un lato « piccante ». Ma se è vero che possono essere calde, sono anche vettori di freschezza. Le spezie fresche agiscono principalmente come note di testa, mentre le spezie calde si sviluppano soprattutto nelle note di cuore e nelle note di fondo.
1. Le spezie fresche
Le spezie considerate fresche sono il cardamomo, il coriandolo, lo zenzero, le bacche di ginepro e i pepi rosa e Timut.
Il cardamomo
Pianta originaria dell’India, il cardamomo appartiene alla stessa famiglia dello zenzero e della curcuma. Proviene essenzialmente dal Guatemala e dall’India.
In Egitto era chiamato “il seme degli angeli”, possedeva proprietà divine, e Cleopatra ne profumava il palazzo prima di ogni visita di Marco Antonio.
La pianta stessa può raggiungere i cinque metri di altezza. Esistono il cardamomo verde e quello nero. I suoi semi profumati vengono distillati per la produzione di olio essenziale destinato alla profumeria. Questa essenza di cardamomo è molto costosa perché richiede un’importante manodopera.
30 kg di cardamomo producono 1 kg di olio essenziale; esiste anche in assoluta e può essere trattato con il procedimento CO2.
È considerato una spezia fredda, leggermente canforata, verde e terpenica.
Il coriandolo
Originario del Medio Oriente, il coriandolo è noto anche con il nome di « prezzemolo cinese » o « prezzemolo arabo ». Appartiene alla stessa famiglia botanica della carota. Il suo profumo è molto pungente, fresco come gli agrumi, citrico e leggermente canforato. Esistono differenze olfattive in base alla parte che viene trattata (le foglie oppure i semi).
Lo zenzero
Questa spezia molto apprezzata fin dalla sua scoperta da parte di Marco Polo (che la riportò dalla Cina) corrisponde al rizoma di una pianta tropicale. Lo zenzero è una nota pungente, apprezzata dai profumieri; è fresca, esperidata e rosata. Il suo lato speziato può talvolta conferire un sentore saponoso ai profumi.
Le bacche di ginepro
Provenienti dal ginepro (Juniperus communis), questi piccoli frutti europei vengono utilizzati in cucina per accompagnare i piatti, nonché per la produzione del Gin. L’utilizzo delle bacche di ginepro in profumeria avviene grazie alla distillazione dei frutti.
Il pepe rosa
Proveniente dall’America del Sud, il pepe rosa, o bacche rosa, è un « falso pepe », fresco e aereo, che si abbina molto bene con le note agrumi. È frequentemente impiegato in profumeria come nota di testa.
Il pepe di Timut
Varietà di pepe utilizzata da poco dai profumieri, il pepe di Timut (o di Timur) è un falso pepe, affine al pepe di Sichuan. Diffonde sentori di pompelmo.
2. Le spezie calde
Tra le spezie calde utilizzate in profumeria figurano: la noce moscata e il suo involucro (il macis), il legno di cannella, i pepi, lo zafferano e infine le bacche di pimento.
La noce moscata
La noce moscata possiede, tra le altre, proprietà antinfiammatorie e antisettiche. È utilizzata anche in cucina per insaporire i piatti (fa parte delle famose « Quatre épices »).
La sua nota è speziata, secca, calda e profonda, e può evocare una nota cuoio, con un lato canforato medicinale, una sfaccettatura chiodo di garofano e una nota terrosa.
L’eugenolo, il metil-eugenolo e l’isoeugenolo sono molecole presenti nel chiodo di garofano e nella noce moscata. Tutte queste molecole sono limitate, se non vietate, dalle normative dell’IFRA (International Fragrance Association) e sono naturalmente presenti nell’essenza di ylang-ylang e di rosa.
Il legno di cannella
La cannella è utilizzata da diversi millenni. La maggior parte delle produzioni di legno di cannella si trova in Sri Lanka, alle Seychelles e in Madagascar. La spezia si raccoglie ogni due anni e il legno, molto sottile, deve essiccare al sole prima di essere trattato per distillazione.
I pepi
Esistono tre tipi di pepe (il nero, il bianco e il verde). Derivano da diversi gradi di maturazione, ma dalla stessa varietà: il Piper Nigrum. Si tratta di una spezia molto apprezzata, tanto per il consumo alimentare quanto in profumeria.
Lo zafferano
Soprannominato “l’oro rosso”, lo zafferano, che proviene da un pistillo di croco, è la spezia più costosa al mondo. Non viene utilizzato in profumeria perché contiene componenti allergenici. Tuttavia, esiste un sostituto: il safranale, che conferisce ai profumi una nota cuoio molto intensa e speziata.
Le bacche di pimento
Originarie delle Antille e raccolte principalmente in Giamaica, le bacche di pimento vengono trattate per distillazione, così come le foglie (che prendono allora il nome di “pimento foglia”). Il loro profumo è speziato, e si colloca tra la noce moscata e la cannella, evocando al contempo il garofano.
I profumi speziati
Ecco alcune fragranze dalla sfaccettatura speziata, classificate per spezia:
Profumi allo zenzero
- Déclaration Cartier
- Five O’clock Serge Lutens
- Allure Homme sport Edition Blanche Chanel
- Eau de Gingembre Roger Gallet
- L’Eau Diptyque
- Fou d’Absinthe L’Artisan Parfumeur
- Safran Troublant L’Artisan Parfumeur
- Dzing L’Artisan Parfumeur
- Ginger Picante Guerlain
- Baptême du Feu Serge Lutens
Profumi alle bacche di ginepro
- Gin Lord Of Barbès
Profumi al cardamomo
- Voyage Hermès
- Cardamusc Hermès
- Déclaration Cartier
Profumi alle bacche di pimento
- Mitsouko Guerlain
- Piment Brûlant L’Artisan Parfumeur
Profumi allo zafferano
- Safran troublant L’Artisan Parfumeur
- Saffron Jo Malone
- Black Saffron Byredo
Profumi al pepe
- Poivre Noir Caron
- Parfum sacré Caron
Profumi al coriandolo
- Héritage Guerlain
- Gentleman Only Jean Couturier
- Intense Jean Couturier
- Coriandre Jean Couturier
Profumi alla cannella
- Opium Yves Saint Laurent
- Égoïste Chanel
- Rousse Serge Lutens
- Black Orchid Tom Ford
- Noël au Balcon Elo
- Dolce Vita Dior
- L’Eau Lente Diptyque
- Eau Diptyque
Profumi alla noce moscata
- Cacharel pour l’Homme Cacharel
- Vétiver Guerlain
- Opium pour Homme Yves Saint Laurent
- Tubéreuse Criminelle Serge Lutens
Profumi ai mix di spezie
- Noir épices Frédéric Malle
- Spice Blend Dior
- Paprika Bresil Hermès
- Épices Marines Hermès
- Voyage Hermès
- Bois d’Arménie Guerlain
Profumi alle spezie confidenziali
- Il cumino, presente in Femme di Rochas di Edmond Roudniska.
- Il chiodo di garofano, che permette, con la rosa, di creare la nota « garofano » presente in Coco di Chanel, Opium di YSL, Aromatics Elixir di Clinique, Miss Dior, Tam Dao di Diptyque, Florentina di Delacourte Paris.