La spremitura in profumeria: la tecnica di estrazione a freddo degli agrumi

In profumeria, le materie prime possono essere estratte in diversi modi. La spremitura è uno di questi procedimenti di estrazione. Questa tecnica, piuttosto antica, viene utilizzata per ricavare l’essenza contenuta nella buccia degli agrumi.
I procedimenti di estrazione in profumeria
Ecco i diversi procedimenti di estrazione delle materie prime esistenti in profumeria:
- Distillazione
- Estrazione con solvente volatile
- Spremitura
- Enfleurage
- Head space
- Estrazione con CO2 o softact
Le materie prime sull’organo del profumiere
Innanzitutto, è importante sapere che il profumiere ha a disposizione 1000 materie prime naturali e 3000 materie prime di sintesi.
In base ai propri gusti, il profumiere seleziona circa 1.000 materie prime, di sintesi o naturali, sul suo organo da profumiere (un mobile che consente al professionista di ordinare e classificare i suoi flaconi di oli essenziali).
Ogni anno vengono scoperte e commercializzate nuove materie prime, mentre altre scompaiono a causa di una legislazione sempre più restrittiva.
Comprendere l’orchestrazione di un profumo
Prima di spiegare in cosa consiste il procedimento di estrazione, è importante ricordare come si organizza l’orchestrazione di un profumo.
I profumi evocano spesso la poesia, il sogno e suscitano emozioni. Tuttavia, è bene sapere che la loro concezione si basa su nozioni scientifiche e fisiche precise. Ogni profumo, infatti, è complesso, raffinato e delicato, e rappresenta un insieme di note scelte per la loro tenacità o per il loro carattere effimero.
La fragranza e le sue note possono essere rappresentate sotto forma di una piramide olfattiva: la punta è formata dalle note di testa, la parte centrale dalle note di cuore e la base dalle note di fondo.
Questo schema, che sembra piuttosto semplice e didattico, è in realtà molto più complesso di quanto possa apparire.
Infatti, le note si intrecciano tra loro, si rispondono e si sublimano reciprocamente.
Un profumo ben costruito permetterà di percepire le note di fondo fin dal primo istante.
« Si potrebbe dire, in questo caso, che l’apertura prepara la sua conclusione »
La piramide olfattiva serve a equilibrare l’orchestrazione di una formula. Ciò consente al profumiere di rendere la fragranza armoniosa e di fare in modo che la sua evaporazione sia continua e graduale. In questo modo, il profumo potrà rivelare tutte le sue sfaccettature, donandogli maggiore vita e interesse.
La spremitura e le note di testa
Le note di testa creano la prima impressione del profumo. Sono costituite da note fresche, volatili e spesso frizzanti. Queste note di testa si sprigionano dopo i primi sentori di alcol, che sono ancora più effimeri.
Gli agrumi fanno parte delle note di testa (cfr. Sfaccettatura esperidata). Donano un sorriso al profumo, aprono la fragranza e le conferiscono vivacità e brio. I principali agrumi utilizzati in profumeria sono il bergamotto, l’arancia dolce, l’arancia amara (bigarade), il mandarino, la limetta e il limone.
Storia del procedimento di spremitura
Il procedimento di spremitura, messo a punto in Sicilia, in Italia, esiste dal XIX secolo ed è quindi piuttosto antico. Si tratta di un trattamento meccanico che consente di recuperare l’olio essenziale (o essenza), situato nella buccia degli agrumi (chiamata anche scorza o epicarpo). Questo trattamento si pratica esclusivamente per gli agrumi.
Il metodo « a spugna »
In passato, la spremitura veniva realizzata manualmente mediante un procedimento chiamato « a spugna ». I frutti venivano tagliati a metà, svuotati della loro polpa e lasciati a riposo per alcune ore. Questo trattamento manuale, eseguito con l’ausilio di un bastoncino, richiedeva grande destrezza.
L’obiettivo era estrarre la maggior quantità possibile di olio essenziale dalle piccole vescicole situate nella scorza degli agrumi. Bisognava poi maneggiare le spugne che assorbivano le essenze, le quali venivano strizzate in grandi vasi di terracotta. Questo metodo esiste ancora oggi, ma resta molto riservato.
Il metodo « a cucchiaio »
Un’altra tecnica di spremitura antica, chiamata « a cucchiaio », consisteva nel raschiare la buccia degli agrumi con l’ausilio di un cucchiaio, al fine di raccoglierne l’essenza.
Le tecniche di spremitura di oggi
Oggi, i nuovi trattamenti di spremitura sono ormai molto tecnici e perfezionati.
I frutti arrivano dalle piantagioni e restano sul posto 72 ore prima del trattamento. Questi agrumi (limone, bergamotto…) vengono poi lavati ed eventualmente selezionati a mano, per eliminare i frutti danneggiati.
La pelatrice e la centrifuga
Successivamente, gli agrumi vengono collocati in piccoli scompartimenti e sottoposti al raschiatore meccanico, chiamato « pelatrice » (il nome è lo stesso in inglese e in francese). Questa macchina viene utilizzata principalmente per trattare il bergamotto.
I frutti interi vengono quindi introdotti nella pelatrice: le pareti della macchina si incaricano di pelare la scorza e poi di perforare la buccia per liberare l’essenza dalle ghiandole (chiamate oleifere). La miscela ottenuta, costituita da olio e acqua, viene poi separata dalla centrifuga.
Questo procedimento si realizza « a freddo » e non richiede riscaldamento, il che consente di restituire in modo molto fedele i sentori delle materie prime. Al contrario, con la distillazione o il trattamento con solvente volatile (cfr. Estrazione), le materie prime vengono riscaldate.
Per l’arancia, ad esempio, l’estrazione viene effettuata sui frutti interi. Il frutto viene pressato con le scorze e il succo, poi la centrifuga entra in azione per separare il succo di frutta dall’essenza della scorza.
Inizialmente, questi trattamenti erano praticati soprattutto in Italia, ma oggi vengono realizzati anche in Brasile e in California.
Le materie prime ottenute per spremitura: gli agrumi
Il procedimento di spremitura può essere utilizzato esclusivamente sugli agrumi. Eccone alcuni:
- Il bergamotto: soprannominato il « fiore all’occhiello degli esperidati », è l’agrume più ambito poiché presenta molteplici sfaccettature (cfr. Sfaccettatura esperidata). Il bergamotto proviene principalmente dalla Calabria, una regione nel sud dell’Italia, dove 1100 agricoltori coltivano l’agrume e producono annualmente circa 110 tonnellate di olio essenziale ogni stagione.
- Il mandarino: coltivato in Calabria e nel resto d’Italia. Ne esistono diverse varietà, come il mandarino verde, il mandarino giallo e il mandarino rosso.
- Il limone italiano: proviene dalle regioni di Palermo, Messina e Siracusa, in Sicilia.
Le rese di essenza per spremitura
Ecco alcuni esempi di rese di essenza di alcuni agrumi estratti per spremitura:
- L’arancia dolce: sono necessari 1000 frutti per produrre circa 500-600 grammi di essenza.
- Il bergamotto: servono 1500 frutti per ottenere un chilogrammo di olio essenziale.
- Il limone: sono necessari anch’essi 1500 frutti per produrre un chilogrammo di essenza.
Gli agrumi e il sole
È importante sapere che gli agrumi sono materie prime molto fragili, che si conservano solo per circa 6 mesi. Una volta raccolti, tutti questi frutti vengono poi trattati mediante distillazione molecolare per rimuoverne i principi fotosensibilizzanti come il bergaptene o la furocumarina, che avevano l’abitudine di macchiare durante l’esposizione al sole (cfr. Profumo per l’estate).