Il Vocabolario del Profumo: Piccolo lessico per parlare degli odori

Come descrivere un profumo? Fresco, vibrante, solare… Spesso mancano le parole. Ecco un glossario dei termini utilizzati dagli esperti e dagli appassionati per qualificare una fragranza.
Le diverse sfaccettature della freschezza
Fresco: Spesso utilizzato dalle clienti per parlare del loro profumo quando lo apprezzano. Ma la freschezza oggettiva esiste! Si declina in diverse famiglie:
- Gli esperidati: agrumi o citrus o note zestate.
- Le note verdi fresche: odore di foglie stropicciate, erba tagliata, verde, crudo.
- Le note fiorite fresche: mughetto, lillà, caprifoglio, filadelfo, petali di rosa, fresia.
- Le spezie fresche: cardamomo, pepe rosa, zenzero.
- Le note aromatiche fresche: lavanda, rosmarino, menta, timo, anisata come il basilico.
- L’odore fresco marino o iodato, salato.
- L’odore fresco di pulito (bucato o sapone) dato dalle aldeidi.
Il vocabolario emozionale e sensoriale
Vibrante: Quando il profumo ha nervosità. Ad esempio una nota che attraversa il profumo come un legno, esempio il vetiver.
Sorridente: Che ha delle note di testa accoglienti, simpatiche, che invogliano a continuare a sentirlo ancora e ancora.
Juicy: Che possiede delle note fruttate come la pera e la mela o altri frutti acidi, associate ad agrumi, il tutto che fa venire l’acquolina in bocca.
Firmato: Ciò che dovrebbe essere sempre la caratteristica di un profumo: riconoscibile, identificabile, che lascia un’impronta.
Hook: Nota di testa molto accattivante, chiamata anche “cappello”, e di conseguenza molto volatile.
Pungente: Quando la nota di testa è molto, se non troppo piccante, persino aggressiva.
Cocooning: Note confortevoli e avvolgenti come i muschi bianchi e la vaniglia, sentore “pashmina”, “cashmere” regressivo, “doudou”.
Addictive: Spesso grazie ai frutti rossi o alla vaniglia, caramello, cioccolato, fava tonka, quindi gourmand, ma si dovrebbe poter dire lo stesso di un profumo non gourmand. Semplicemente un profumo di cui non si può più fare a meno, una dolce dipendenza!
Solare: Dovuto a note esotiche come il frangipane, l’ylang-ylang, il gelsomino, la magnolia, il cocco, note salicilate che profumano di sabbia calda, o di pelle scaldata dal sole. Odori di spiaggia e di vacanza come i prodotti solari, o l’elicriso.
Cipriato: Che profuma di iris, di violetta, di eliotropio, di mimosa. Sentori secchi che solleticano il naso e non zuccherati. Che possono risultare “rétro” e far pensare al talco e alla cipria.
Latteo: Note molto confortevoli che conferiscono cremosità al profumo, come il sandalo, le note lattee (odore di latte caldo, latte di cocco) e anche come certi frutti gialli, le note vegetali come il riso.
Spettinato: Dire a un profumiere che potrebbe dare più originalità alla sua creazione, “scompigliarla”, conferirle un “lato sorprendente”.
Luminoso: Effetto di brillantezza, di allegria, di ottimismo, dato dagli agrumi, dai frutti acquosi, che frizzano, con nervosità (in inglese sparkling).
Sexy: Termine molto soggettivo, che può essere attribuito alle note orientali o ambrate, alle note vanillate, a note più mistiche come l’incenso, l’opoponax, il benzoino. O ancora alle note di fiori bianchi ossessionanti, estroversi e narcotici come il gelsomino, la tuberosa, il giglio, l’assoluta di fiore d’arancio, che possiedono per la maggior parte nella loro composizione un componente naturale che è l’Indolo (nota animale).
Rotondo: Contrario di secco, duro e verticale.
Butirrico: Per nulla glamour, che sa di burro rancido.
I termini tecnici della critica
Si possono sentire anche termini come:
- Ha una bella orchestrazione!
- È molto sfaccettato: contrario di una nota semplice e noiosa.
- È lineare: contrario di evolutivo e mutevole, ovvero: identico su tutti i supporti (mouillettes, tessuto, pelle).
- È strutturato: pieno, che ha “corpo”, polposo, molto tattile, molto ricco di “ingredienti naturali”, ricco, ha belle curve.