Le Note Animali e lo Zibetto: Storia e utilizzo in profumeria

Fotografia storica di natura morta che mostra un corno di zebù tradizionale e pasta di zibetto grezza, a illustrazione delle antiche note animali in profumeria.

In profumeria, esistono diverse note animali di origine naturale. Le principali sono lo zibetto, il muschio, il castoreo, l’ambra grigia e l’hyraceum. Le note animali si utilizzano con parsimonia nella creazione di un profumo, e possono essere abbinate a fragranze molto sottili, con lo scopo di rafforzare la soavità del prodotto finito.

Storia delle note animali

Le note animali furono scoperte per la prima volta intorno al 330 a.C. da Alessandro Magno. Sono state ampiamente utili ai profumieri, che ne apprezzavano la potenza olfattiva e l’eccellente resistenza all’evaporazione.

Le note animali erano già conosciute dagli Egizi nell’Antichità (Cleopatra stessa apprezzava in modo particolare l’odore dello zibetto).

Uso tradizionale ed evoluzione

All’inizio del secolo, la quasi totalità dei profumi era realizzata con composizioni di note animali. Queste servivano non solo come fissatori, ma conferivano anche rotondità alle fragranze e contribuivano alle note di fondo.

Se l’odore del prodotto grezzo è estremamente forte, esso si addolcisce una volta integrato ad altre fragranze come la rosa, il gelsomino e l’ylang-ylang ad esempio, e spesso migliora la coesione del profumo, apportando al contempo una soavità quasi afrodisiaca.

In seguito all’azione delle cause di protezione degli animali, le note animali sono oggi in gran parte vietate (ad eccezione dell’ambra grigia, che non implica sofferenza animale).

Al giorno d’oggi, questi muschi sono sempre meno presenti in profumeria, poiché non corrispondono più ai desideri dei consumatori, che generalmente non ne apprezzano più la fragranza.

Che cos’è lo zibetto?

La parola «zibetto» viene utilizzata per designare sia l’animale sia le secrezioni da esso prodotte. Si tratta di un piccolo mammifero carnivoro che somiglia alla martora ed è originario dell’Etiopia. Viene anche chiamato «gatto d’Abissinia».

L’animale produce, nella regione perianale, secrezioni sotto forma di grasso, che gli permettono di marcare il proprio territorio.

Metodi di estrazione e controversia

Per estrarre questo grasso, veniva effettuato un raschiamento (un procedimento doloroso per l’animale) circa ogni dieci giorni, mentre lo zibetto era allevato da contadini in gabbie anguste.

Grandi marchi hanno essi stessi tentato, per un certo periodo, di creare allevamenti per lo zibetto in gabbia, ma queste venivano sistematicamente aperte da attivisti locali: questa iniziativa non ha dunque avuto successo. A causa della difficile raccolta di questo grasso, il prezzo del prodotto era molto elevato.

I diversi utilizzi dello zibetto

La produzione di questa materia prima proveniva in grande maggioranza dall’Etiopia, e moltissimi contadini vivevano dell’allevamento dello zibetto (questa situazione è cambiata molto repentinamente quando l’opinione pubblica, allertata dai media e dagli ecologisti, ha modificato le proprie abitudini di consumo).

Tradizioni etiopi e conservazione

Lo zibetto veniva allora utilizzato dagli Etiopi sotto forma di grasso puro (se ne cospargevano nelle sere di nozze, e rappresentava per loro un profumo raro e apprezzato). Il grasso di zibetto veniva conservato in corna di zebù, che ne permettevano la conservazione (potevano contenere da 400 grammi a un chilo di prodotto).

Il prodotto, inizialmente sotto forma di pasta morbida, si solidificava con il tempo, facilitandone il trasporto.

Il legame con il tabacco

Lo zibetto permetteva, tra le altre cose, di aromatizzare il tabacco da fiuto. Inoltre, il nome «civette» ha a lungo designato in Francia le tabaccherie (alcune delle quali portano ancora questa denominazione oggi).

La fragranza dello zibetto e la sua sostituzione

L’odore dello zibetto è molto violento, particolarmente animale, persino fecale. Viene trattato con solvente volatile e infuso in alcol. L’infusione è una tecnica che consiste nel far macerare il grasso di zibetto in un liquido caldo (olio o alcol).

Negli anni Settanta, le azioni e le campagne dei difensori degli animali hanno spinto la maggior parte dei profumieri a rinunciare al suo utilizzo.

La sintesi: Civettone

Oggi lo zibetto è ormai sostituito da prodotti di sintesi come il civettone, oppure da una base creata dal profumiere-creatore, composta da una miscela di diverse materie prime animali di sintesi, alla quale vengono talvolta aggiunti alcuni elementi vegetali dalle fragranze animali.

Lo zibetto era presente in:

  • Jicky di Guerlain
  • Mouchoir de Monsieur di Guerlain
  • N° 5 di Chanel (quello del 1925)

Questi profumi sono stati successivamente riformulati per adattarsi alle richieste dell’opinione pubblica.


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