L’Eau de Cologne: dal rimedio miracoloso al profumo dell’Imperatore

Nel Medioevo si riconosce che il profumo può curare. In questo periodo, nei monasteri, vengono fabbricati grazie all’alambicco dei profumi medicinali, le Aqua Mirabilis. Solo nel XIV secolo l’utilizzo dell’alcol nella profumeria diventa più comune.
Le origini medicinali: l’Acqua d’Ungheria
L’Eau de la Reine de Hongrie risalente al 1370 è una delle prime preparazioni alcoliche che metteva in risalto le sue virtù medicinali; a quell’epoca queste pozioni curavano i miasmi e venivano bevute. Le condizioni igieniche erano lontane dall’essere eccellenti e di conseguenza, questo tipo di prodotto era una sorta di acqua miracolosa, di acqua profumata, inoltre dotata di un odore gradevole.
Questo distillato o alcolato era a base di rosmarino, salvia e maggiorana associati al cedro e alla melissa.
Questa Acqua d’Ungheria era un medicamento prezioso che veniva bevuto e applicato anche in frizioni sul corpo per una purificazione interna ed esterna.
Il Rinascimento e la Corte di Versailles
L’arte del profumo prospera durante il Rinascimento, in particolare grazie al profumiere personale di Caterina de’ Medici (1519-1589), René le Florentin. Luigi XIV (1643-1715), il re più profumato della Storia, preferiva frizionarsi il corpo con asciugamani profumati piuttosto che fare il bagno.
Ebbe la volontà di promuovere la profumeria francese: fu sotto il suo regno che i guantai ricevettero l’autorizzazione a proclamarsi profumieri. Sotto il regno di Luigi XV (1710-1774) la Corte di Versailles fu soprannominata la Corte profumata e l’Eau de Cologne fece la sua comparsa.
La nascita dell’Eau de Cologne
È una storia che inizia tre secoli fa e comincia a Santa Maria Maggiore, in Lombardia, a nord di Milano. Un giovane italiano, Paolo Feminis, inventò nel 1695 la ricetta dell’Aqua Mirabilis, forse ispirato dall’accordo esperidato delle religiose del convento di Santa Maria Novella, l’Acqua di Regina. Avrebbe trasmesso la sua ricetta al nipote Jean Antoine Farina che si era stabilito a Colonia nel 1709.
Ma un’altra versione fornita da Roger & Gallet racconta che Giovanni Paolo Feminis avrebbe inventato senza essere stato ispirato dall’Aqua di Regina. Oppure, che sarebbe stato ispirato da una ricetta affidata da un ufficiale inglese di ritorno dalle Indie; egli trasmise la sua ricetta nel 1734 al genero Jean Antoine Farina. In sintesi, la storia di quest’Eau de Cologne è complessa e confusa, e la leggenda continua il suo cammino.
Oggi l’Eau de Cologne originale è ancora prodotta dall’ottava generazione dei discendenti di Farina a Colonia; si dice che conservasse la sua Eau de Cologne in botti di legno di cedro.
Un successo mondiale e le imitazioni
Cento anni dopo la creazione dell’Eau de Cologne, questa composizione si trovò in concorrenza con un numero innumerevole di imitazioni che la famiglia riuscì a far vietare dopo lunghi processi. Le azioni legali durarono tuttavia quasi 80 anni e ciò ebbe come conseguenza la generalizzazione del termine Eau de Cologne.
Il successo fu incredibile e altre aziende si lanciarono nella produzione. Un’altra celebre Eau de Cologne, risalente al 1792, è tuttora venduta: si tratta della N°4711 di Muelhens, battezzata con il numero della via di Colonia dove veniva fabbricata nel XVIII secolo.
L’Eau de Cologne come medicamento
L’Eau de Cologne fu innanzitutto un medicamento, una sorta di rimedio miracoloso. In origine il carattere benefico dell’Eau de Cologne era tale che a ogni flacone venduto veniva allegato un piccolo foglietto illustrativo che indicava gli usi e gli effetti di quest’acqua miracolosa.
- I giovani possono ingerire da 20 a 30 gocce profumate di quest’Eau de Cologne, mescolate con acqua o spirito di vino.
- Le persone più anziane possono ingerirne da 50 a 60 gocce per rallentare un ritmo cardiaco troppo rapido.
- Si indica inoltre che l’Eau de Cologne guarisce il mal di testa quando si respira questa fragranza per qualche minuto.
La passione di Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte (1769-1821), fanatico di quest’Eau de Cologne, infilava un flacone molto lungo e sottile nei suoi stivali prima di partire per la campagna. Si racconta che consumasse in media 43 litri di Eau de Cologne al mese. Molto sensibile agli odori, ne apprezzava gli effluvi per profumare i suoi appartamenti e il suo cavallo.
L’Imperatore ne consumava senza moderazione; si dice che ne bevesse qualche goccia prima di ogni battaglia per darsi energia. In seguito, fu indotto a pubblicare un’ordinanza con la quale esigeva la divulgazione delle formule di tutti i medicamenti ingeriti. Questa ordinanza, recando pregiudizio al segreto della formula, fece sì che venisse prescritta per uso esterno, diventando il prodotto che conosciamo.
L’Eau de Cologne Impériale di Guerlain
Nato nel 1798 ad Abbeville, Pierre-François-Pascal Guerlain iniziò come commesso presso la Maison Briard, che fabbricava e vendeva profumi. Ben presto fu assunto dalla Maison Dissey et Piver, dove apprese le nozioni fondamentali in materia di creazione di profumi. Si stabilì a Parigi nel 1828, al 42 di rue de Rivoli.
Se all’inizio la maggior parte dei prodotti era importata dall’Inghilterra, si lanciò rapidamente nella creazione di Eaux de Cologne e di preparazioni termali.
Il rimedio dell’Imperatrice Eugenia
L’Imperatrice Eugenia soffriva di terribili emicranie e chiese a Pierre-François-Pascal Guerlain di crearle un’Eau de Cologne su misura, molto fresca ma estremamente calmante. Ciò che egli fece con maestria utilizzando un sovradosaggio di petit grain, ovvero l’olio essenziale dell’essenza della foglia d’arancio, di neroli e di fiore d’arancio dalle proprietà calmanti.
Ella utilizzò questa Eau de Cologne Impériale per alcuni anni ad uso personale.
Pierre-François-Pascal Guerlain chiese l’autorizzazione a commercializzarla, e l’Imperatrice accettò. In occasione di questa grande riuscita olfattiva, ricevette da Napoleone III il titolo di Fornitore Ufficiale della Corte Imperiale. Viene venduta nel flacone con le api, uno splendido flacone ancora oggi in vendita nelle boutique e nei punti vendita di tutto il mondo.
69 api sono un simbolo dell’Impero: 69 è il numero che corrispondeva al numero delle province di quell’epoca.
Per Pierre-François-Pascal Guerlain fu l’inizio della fama che ha dato origine a una stirpe di 5 generazioni di profumieri. Inizialmente, Pierre-François-Pascal Guerlain tentò di vendere i suoi profumi nei grandi magazzini dell’epoca, ma accolto con scarso entusiasmo decise di creare le proprie profumerie. Creò anche molte creazioni su misura e realizzò esclusivamente Eaux de Cologne, poiché l’Eau de Toilette non esisteva ancora.
Dalla Cologne classica alle Acque Fresche moderne
La struttura tradizionale dell’Eau de Cologne è composta da note di testa toniche: bergamotto, limone, arancia, neroli, petit grain, mandarino, pompelmo, talvolta qualche aroma come la verbena e il fiore d’arancio.
L’Eau de Cologne, con una concentrazione dal 4 al 6%, è ormai addizionata con note di sintesi per una migliore tenacità. Le vere Eaux de Cologne come l’Eau de Cologne Impériale sono composte al 99% da prodotti naturali, ed è proprio per questo motivo che questo prodotto ha una tenacità molto ridotta. Nello stesso registro troviamo l’Eau du Coq e l’Eau de Fleurs de Cédrat di Guerlain.
L’avvento delle Acque Fresche
A partire dalla seconda metà del XX secolo, le Eaux de Cologne ispirano le Acque Fresche. Queste ultime possiedono note di fondo leggermente cipriate (muschio di quercia, patchouli) e legnose (vetiver, cedro) e note fiorite.
L’aggiunta della celebre edione di Firmenich contribuì a far perdurare le note fresche. Queste Acque Fresche diventano quindi, grazie alla loro costruzione più sfaccettata, più tenaci e diffusive.
La Cologne moderna
Abbiamo poi assistito all’arrivo di Eaux de Cologne ultra moderne, trasparenti, rinfrescanti, dal sillage muschiato. CK One di Calvin Klein ha un’aria di Eau de Cologne addizionata del suo accordo tonico con una nota di tè molto specifica, mutuata dall’Eau de Toilette della fragranza Thé di Bulgari. Questa Eau de Cologne moderna è per uomo o per donna, come tutte le Eaux de Cologne.
Troviamo inoltre, nello stesso stile, la superba Eau de Cologne di Thierry Mugler, le Eaux de Cologne Dior, La Cologne Chanel e Cologne d’Allure Homme Sport. L’Eau de l’Artisan Parfumeur, Eau d’Orange Verte di Hermès o ancora le fragranze molto fresche come quelle della linea Aqua Allégoria di Guerlain sono più delle Acque Fresche o delle Eaux de Toilette che hanno la tenacità di Eaux de Parfum.
Da Guerlain, la Cologne du 68 (sulla sua etichetta sono elencati 68 componenti) era un omaggio al prestigioso indirizzo degli Champs-Elysées, creata in collaborazione con Sophie Labbé, di IFF.