L’Hyraceum o Pietra d’Africa: La nota animale etica in profumeria

L’hyraceum, chiamato anche “Pietra d’Africa”, è un’essenza animale utilizzata in profumeria. Fa parte delle note animali naturali, al pari dello zibetto, del muschio, del castoreo e dell’ambra grigia.
Origine e storia delle note animali
Le note animali furono scoperte da Alessandro Magno intorno al 330 a.C. Da allora, divennero molto utili per i profumieri. Infatti, possiedono aromi potenti, particolarmente resistenti all’evaporazione.
Le note animali, utilizzate in piccole dosi, possono essere associate a fragranze più delicate, apportando così una soavità al profumo, con sottile discrezione e senza tradire la propria presenza.
All’inizio del secolo, la maggior parte dei profumi era composta da note animali, allora qualificate come fissatori. Queste note animali, molto tenaci, partecipavano alle note di fondo, ma soprattutto conferivano una grande sensualità ai profumi.
L’hyraceum e le note animali sull’organo del profumiere
L’hyraceum fa dunque parte delle 1.000 note naturali a disposizione del profumiere. Esistono inoltre 3.000 materie prime di sintesi possibili. Il profumiere indipendente è molto libero nella scelta delle sue materie prime. Ne selezionerà in genere 1.000 (naturali e di sintesi), in base ai propri gusti e alla propria formazione.
Al contrario, se lavora per una società più grande, il profumiere dovrà attenersi al cardex (opera di riferimento dei prodotti utilizzabili in profumeria) di quest’ultima, e utilizzare le materie prime messe a sua disposizione.
Inoltre, alcune popolazioni hanno utilizzato, e utilizzano ancora oggi, materie prime animali pure, o mescolate con vegetali, per profumarsi. In effetti, l’odore dell’hyraceum è inizialmente aggressivo, ma si addolcisce una volta mescolato ad altre sostanze come la rosa, il gelsomino, o l’ylang-ylang (cfr. Famiglia floreale).
La sua fragranza può persino sublimare l’orchestrazione del profumo, apportando così una nota sensuale, quasi afrodisiaca.
L’hyraceum: definizione e origine
L’hyraceum è un’essenza ricavata da un animale, comunemente chiamato Procavia delle rocce o Procavia del Capo. Si tratta di un roditore della famiglia degli ungulati, delle dimensioni di una lepre e simile a una grossa marmotta, che possiede due piccole zanne caratteristiche e vive nelle grotte.
L’hyraceum si ottiene dagli escrementi di questo animale, che vengono trascinati dall’acqua piovana in un suolo molto poroso, e successivamente decomposti con l’urina ricca di feromoni.
Una volta mescolati alla terra e alle radici, questi escrementi si fossilizzano nelle grotte delle procavie. Il liquido si pietrifica nel corso di un processo molto lungo che dura talvolta centinaia di anni, fino a quando le rocce ne sono totalmente impregnate.
Una raccolta pericolosa
La raccolta dell’essenza di hyraceum esiste fin dall’Antichità nell’Africa orientale, e si svolge in condizioni piuttosto rudimentali. I raccoglitori di hyraceum, incaricati di recuperare le pietre imbevute di questo liquido, devono arrampicarsi nelle caverne con l’aiuto di una scala (un esercizio piuttosto pericoloso).
Successivamente spaccano le pietre con scalpelli e martelli, le raccolgono e le trasportano a dorso di cammello in città per venderle.
Secondo i testi antichi, anche gli Egizi raccoglievano l’hyraceum, che partecipava allora alle tecniche di mummificazione, da cui l’altra denominazione “Pietra di Dio” o “Pietra d’Africa”.
Le virtù curative dell’hyraceum
Oltre al suo utilizzo in profumeria, l’hyraceum possiede anche virtù curative. Viene utilizzato da alcune popolazioni africane per arrestare le emorragie, e può persino disinfettare le ferite, alleviare le emicranie, l’ansia, e curare alcuni problemi cutanei, così come le convulsioni legate all’epilessia.
Processo di trasformazione dell’hyraceum
Le pietre raccolte, divenute brune e friabili, vengono poi macinate. L’olio scuro che ne fuoriesce viene trattato con esano (un idrocarburo), quindi raffreddato e filtrato. Segue una fase di concentrazione, fino all’ottenimento di un’assoluta di resinoide (un estratto di una materia prima secca, vegetale o animale). L’olio può anche essere lavorato sotto forma di infusione nell’alcol.
L’hyraceum è un prodotto raro, quindi piuttosto costoso. È inoltre l’unico prodotto animale naturale autorizzato, ad eccezione dell’ambra grigia (anch’essa naturale, e ancora più costosa dell’hyraceum).
Descrizione olfattiva: Una nota animale autorizzata
In seguito a questo processo di trasformazione, l’hyraceum permette di ottenere una nota particolare, molto animale (persino scatologica), con una sfaccettatura cuoio. La fragranza dell’hyraceum potrebbe situarsi tra quella dello zibetto e del castoreo.
È importante sapere che l’hyraceum è una materia prima animale naturale autorizzata, poiché nessuna sofferenza viene causata all’animale per ottenerlo. Il commercio dell’hyraceum è dunque oggetto di un commercio equo e solidale.
Gli altri prodotti animali per sostituire l’hyraceum
Se il profumiere non possiede hyraceum sul suo organo a profumi, potrà utilizzare, a scelta:
Note di sintesi, come:
- Note animali contenute nel gelsomino: l’indolo.
- Paracresolo, civettone o scatolo.
Oppure prodotti naturali, come:
- Muschi vegetali come l’ambretta.
- Note vegetali con sfumature leggermente salate, come il cumino, il costo, il cisto labdano, la salvia, il cedro dell’Atlante, l’issopo, l’osmanthus, le note cuoio, ecc.