La Sfaccettatura Cipriata: Guida completa alle note di Iris, Violetta e Mimosa

Fotografia still life elegante che mostra gli ingredienti chiave della sfaccettatura cipriata: rizomi di iris essiccati, fiori di violetta, rami di mimosa e un piumino da cipria antico con polvere di riso su velluto di seta.

Per comprendere cosa sia una sfaccettatura in profumeria, è importante ricordare che un profumo si compone di un’architettura, costruita attorno a diversi componenti (tra 5 e 10).

Queste diverse fragranze si articolano tra loro in modo da formare un accordo, come in musica. L’accordo principale, chiamato anche «tema principale», conferirà tutta la sua dimensione alla fragranza, e permetterà di definire la sua famiglia olfattiva. In profumeria, i profumi sono classificati (secondo il CFP – Comité Français du Parfum), in sei famiglie olfattive distinte:

  1. La famiglia degli esperidati
  2. La famiglia dei fioriti
  3. La famiglia degli ambrati o orientali
  4. La famiglia dei cipriati
  5. La famiglia dei legnosi
  6. La famiglia dei fougère

Inoltre, questo accordo principale potrà essere arricchito da sfaccettature olfattive. Più saranno numerose, più il profumo sarà sfaccettato e la sua architettura complessa. La sfaccettatura cipriata fa parte delle sfaccettature olfattive utilizzate per arricchire un profumo.

Che cos’è una sfaccettatura cipriata?

L’appellativo «cipriata» proviene dalle prime polveri di riso che un tempo venivano profumate all’iris. La sfaccettatura cipriata, come una nota secca, è piuttosto nasale e leggermente legnosa, con accenti di violetta. Viene spesso paragonata ai toni pastello e possiede note molto evanescenti.

L’iris è considerato la dea delle note cipriate. La sua nota è misteriosa e aerea, e piuttosto difficile da comprendere. I fiori di iris esalano infatti deliziosi profumi, alcuni dei quali possiedono persino una nota cioccolatata.

Inoltre, le sfaccettature cipriate possono evocare i boudoir femminili: sono prevalentemente presenti nelle eau de toilette e nelle eau de parfum da donna. Talvolta sono presenti in alcuni profumi maschili, ma principalmente nella profumeria di nicchia.

NB: la sfaccettatura cipriata non deve essere confusa con la sfaccettatura vanigliata, che è molto gustativa.

Le note cipriate di Iris in profumeria

L’Iris Pallida

L’Iris Pallida, o Iris di Firenze, è originario d’Italia. Si tratta di una delle materie prime più costose della profumeria.

Tuttavia, non è il fiore in sé, ma la sua radice (il rizoma) o più precisamente un fusto sotterraneo sul quale possono formarsi radici dette avventizie, che viene utilizzato in profumeria. I rizomi vengono prelevati da piante di 3-6 anni, puliti e poi essiccati.

A questo stadio, i vegetali sono ancora privi di odore e dovranno essere conservati in sacchi per tre anni fino a completa essiccazione per diventare odorosi. Poi, dopo questo periodo, i rizomi vengono ridotti in particelle fini e trattati per distillazione, al fine di ottenere una pasta chiamata «burro d’iris», la cui macerazione in un solvente organico e l’estrazione conducono all’assoluta di iris.

L’eleganza dell’Iris di Firenze supera in qualità tutte le altre varietà. Il suo odore possiede molteplici sfaccettature: note che oscillano tra la violetta e la mimosa, accenti legnosi, nonché una leggera nota di lampone e di carota. Molto spesso, per sostituire o rafforzare l’effetto dell’iris in un profumo, vi viene aggiunta essenza di semi di carota.

L’iris è coltivato in Italia, su terreni scoscesi, rocciosi e mal esposti, che escludono la possibilità di meccanizzare la coltura. La piantagione avviene da metà settembre a metà ottobre e la raccolta viene effettuata nel corso del terzo anno dopo la piantagione, tra metà luglio e metà agosto.

L’Iris Germanica

L’Iris Germanica è di qualità meno pregiata e più grezza rispetto all’Iris di Firenze. In Marocco, le colture della varietà Germanica sono più semplici poiché le piante sono più robuste dell’Iris di Firenze. I rizomi vengono estirpati e liberati dalla terra per essere trattati in due modi possibili:

  1. Rizomi decorticati: vengono pelati manualmente e poi lavati. Questa fase è lunga e laboriosa (una persona può trattare fino a 40 kg di rizomi al giorno).
  2. Rizomi non decorticati: vengono tagliati a fette, poi essiccati per 10 giorni e conservati in capannoni sotto condizioni precise di aerazione e umidità per tre anni.

I rizomi richiedono idealmente sei anni di trattamento prima di raggiungere la loro qualità ottimale. Durante l’essiccazione all’aria, l’irone, la parte più nobile e preziosa dell’iris, si sviluppa.

Esiste una terza varietà di iris: l’Iris Pallida della Cina.

Queste tre qualità di iris sono molto diverse: l’Iris Pallida d’Italia è la più nobile e la più sottile, ma è anche la più costosa delle varietà.

L’Iris Germanica del Marocco possiede, dal canto suo, una qualità inferiore poiché la durata di essiccazione dei rizomi è di soli due o tre anni (talvolta meno), e il tasso di irone è inferiore.

Infine, l’Iris Pallida della Cina possiede una qualità inferiore a quella d’Italia, poiché l’estirpazione dei rizomi avviene più rapidamente.

Alcuni fornitori realizzano, inoltre, delle miscele di Iris Pallida Italia e Cina.

I profumi cipriati all’iris

Ecco alcune fragranze che mettono in risalto l’iris nella loro composizione:

La Mimosa nella sfaccettatura cipriata

La mimosa è un fiore difficile da lavorare in profumeria, poiché l’assoluta di mimosa possiede una fragranza piuttosto lontana da quella dei fiori piumosi.

Nel 1770, il capitano Cook, conquistato dal profumo di questi piccoli fiori gialli, riportò delle piante di questo arbusto originario dell’Australia. Tracce fossilizzate dimostrano che cresceva già in quel paese circa 250 milioni di anni fa.

Arbusti di mimosa sarebbero stati riportati dal Messico dalle truppe di Napoleone III. Le prime piante di mimosa vennero a fiorire nei giardini di Joséphine de Beauharnais.

Questo fiore sedusse molto rapidamente i saloni aristocratici di Gran Bretagna e di Francia. L’imperatrice Joséphine aveva d’altronde cercato di piantare delle mimose nelle serre della Malmaison. Ma la sua acclimatazione nel sud della Francia risale a soli circa 150 anni fa. Dalla fine del XIX secolo, la mimosa è il simbolo della Costa Azzurra.

Questo fiore è coltivato essenzialmente nel sud della Francia, in India, in Egitto e in Marocco. In profumeria, la mimosa viene trattata per estrazione con solventi volatili per l’ottenimento di un’assoluta.

Tuttavia, è anche possibile trattare la concreta (ossia il primo prodotto risultante dall’estrazione) per distillazione molecolare: si ottiene allora un’assoluta da distillazione molecolare, olfattivamente diversa e quasi incolore.

La mimosa offre, nei profumi, una nota fiorita verde, cipriata, mielata e mandorlata. Possiede, inoltre, una sfaccettatura verde piuttosto pronunciata (vicina a quella della foglia di violetta) poiché le sue foglie vengono distillate contemporaneamente ai fiori gialli. Ecco perché, nella nota di mimosa, sono percepibili fragranze vegetali che ricordano il cetriolo, persino il melone.

Ecco l’elenco non esaustivo di profumi contenenti una nota di mimosa molto marcata:

  • Un soliflore L’Artisan Parfumeur
  • Mimosa Pour Moi
  • Champs Elysées Guerlain
  • Summer Kenzo
  • Farnésiana Caron
  • Beige extrait Chanel

Alcuni aneddoti sulla mimosa

  • Etimologia: il suo nome deriva dal latino mimus, che significa «farsa», poiché alcune foglie si ritraggono non appena le si tocca, come un riflesso.
  • Si dice che se la mimosa fiorisce in inverno sulla Costa Azzurra, è perché avrebbe conservato nella memoria il suo periodo di fioritura in Australia, dove i fiori sbocciano nello stesso momento, cioè in estate; due qualità vengono utilizzate dai profumieri: acacia Dealbata e acacia Farnésina.
  • In Spagna, la mimosa simboleggia i ritrovi.
  • Dal 1946, la mimosa è l’emblema della Giornata della Donna, che si celebra ogni 8 marzo.
  • Il fiore di mimosa viene offerto in occasione della festa delle nonne. Marcel Pagnol diceva peraltro: «Le nonne sono come la mimosa: è dolce e fresca, ma è fragile…».
  • La mimosa è commestibile: palline di mimosa vengono ricostituite in zucchero e aromatizzate. Tuttavia, non è possibile cristallizzare i fiori direttamente, poiché il fiore è troppo piumoso.
  • Esiste uno sciroppo di mimosa che può accompagnare deliziosamente un bicchiere di champagne.

La Cassia nella sfaccettatura cipriata

La cassia è un fiore appartenente alla stessa famiglia delle mimose (ovvero la famiglia delle acacie). Tuttavia, i suoi rami possiedono delle spine. Come la mimosa, si tratta di un fiore piuttosto difficile da lavorare in profumeria. Il suo odore è, dal canto suo, più denso, più misterioso, con note animali vicine a quelle dello ylang-ylang, e possiede effetti sulfurei e accenti aldeidici.

Tra i profumi alla cassia, si trovano:

  • Cassia in Après L’Ondée
  • Fleurs de Cassie di Frédéric Malle con il 4% di assoluta di cassia

I prodotti di sintesi nella sfaccettatura cipriata

La violetta

Secondo la leggenda, Zeus, innamorato di Io, comandò alla Terra di creare in suo onore il più bello dei fiori: la violetta.
Poiché amava questo fiore, Napoleone fu talvolta soprannominato “Caporale Violetta”. Essa divenne allora l’emblema del partito imperiale napoleonico.

In Inghilterra, il suo profumo era tra i più popolari nell’epoca vittoriana. Virtuose, le violette sono spesso associate alla semplicità e alla modestia.

Tuttavia, la violetta non cede il suo profumo (si tratta di un fiore «muto»). Sono dunque le molecole di metiliononi e iononi che permettono la sua ricostituzione.
La violetta si diceva “Iov” o “Ion” in greco antico, da cui il nome “ionone”, che designa un composto chimico.

Il Metilionone

Il primo ionone fu scoperto nel 1890. Gli iononi hanno permesso ai profumieri di riprodurre il più fedelmente possibile il profumo del fiore di violetta. Esistono anche gli iononi “alfa”, “beta”, “nota violetta”, meno facili da utilizzare rispetto ai Metiliononi.

Questa nota è fiorita, cipriata, vicina al lampone e legnosa.
Gli iononi e i Metiliononi si coniugano meravigliosamente con note ancora più iridate, come gli ironi naturali o di sintesi, o anche note di assoluta di iris.

Après l’Ondée di Guerlain fu uno dei primi profumi ad aver contenuto queste molecole, seguito da L’Heure Bleue, Météorites, Vol de Nuit, Insolence, o ancora Florentina.

Si possono inoltre citare:

  • Origan Coty – 1905
  • Heure bleue Guerlain – 1912
  • La Violette de Toulouse Berdoues – 1936
  • Violetta di Parma Borsari – 1970
  • Detchema Revillon – 1953
  • Lagerfeld Karl Lagerfeld (maschile) – 1978
  • Paris YSL – 1983
  • Eternity Calvin Klein – 1988
  • Trésor Lancôme – 1990
  • Tocade Rochas – 1994
  • Iris Silver mist Serge Lutens – 1994
  • Aimez Moi Caron – 1996
  • Flower Kenzo – 2000
  • Verte Violette Artisan Parfumeur – 2001
  • Lolita Lempicka – 2004
  • Insolence Guerlain – 2006
  • Misia Chanel – 2015

L’eliotropio naturale

La fragranza dell’eliotropio, le cui piante si trovano presso alcuni vivaisti, si colloca tra cipria, vaniglia e mandorla. Si tratta di un aroma delizioso, assolutamente imprescindibile.

L’Eliotropina

Non cede il suo profumo, ma fortunatamente il suo odore è stato scoperto nel 1869 da Fittig e Mielk. Questa materia prima è sintetica ma può essere ottenuta anche dalla vaniglia Tahitensis. Si tratta di una nota fiorita, mandorlata, tra la mimosa, l’eliotropio e il lillà.
Anche in questo caso, questa fragranza è presente, tra gli altri, in Après L’ondée, Heure Bleue, Insolence di Guerlain e Florentina.

Le note muschiate, o muschi bianchi

Queste molecole, così come il Muscenone, sprigionano una nota cipriata molto avvolgente con un effetto “cashmere”.

Conclusione

Le note cipriate apportano dolcezza, tenerezza ai profumi e sono molto avvolgenti, come il cashmere. Possono essere moderne (sotto forma di muschi) o più tradizionali, ricordando la polvere di riso o i boudoir femminili.


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