La Distillazione in Profumeria: Procedimento, alambicco e oli essenziali

La distillazione è uno dei procedimenti di estrazione utilizzati in profumeria. Questa tecnica consiste nel catturare l’olio essenziale dei fiori o dei vegetali grazie al vapore acqueo. Questo metodo, molto antico, è ancora utilizzato ai giorni nostri.
Le materie prime sull’organo del profumiere
Si contano, in totale, 1 000 materie prime naturali (quelle interessate dalla distillazione) e 3 000 materie prime di sintesi.
Tra questa vasta gamma di 4 000 materie disponibili, il profumiere ne selezionerà 1 000 da disporre sul suo organo da profumo (mobile che consente al professionista di conservare e classificare i suoi flaconi di oli essenziali), tra quelle che preferisce o che gli saranno tecnicamente indispensabili per la realizzazione delle sue fragranze.
Ogni anno, nuove materie prime vengono scoperte e commercializzate, mentre altre scompaiono a causa della legislazione, sempre più rigorosa.
I procedimenti di estrazione delle materie prime
Esistono diversi procedimenti di estrazione delle materie prime della profumeria:
- Distillazione
- Estrazione con solvente volatile
- Spremitura
- Enfleurage
- Head space
- Estrazione tramite CO2 o sofact
Storia della distillazione: dall’Antichità all’Alambicco
Praticata fin dall’Antichità, la tecnica di estrazione per distillazione è un procedimento molto antico, certamente scoperto dai Greci. La distillazione viene infatti realizzata con l’ausilio di un alambicco (grande serbatoio sormontato da un lungo tubo ricurvo), il cui nome deriva dalla parola « ambix », che significa « vaso » in greco antico.
Anche i Persiani furono tra i primi a utilizzare la distillazione per la rosa. Questo procedimento è stato successivamente perfezionato nel Medioevo, e ulteriormente migliorato durante la civiltà araba, a partire dall’VIII secolo (« alambicco » deriva dall’arabo « al ‘inbïq », a sua volta derivato dal greco). La distillazione resta ancora oggi una tecnica fondamentale della profumeria tradizionale.
Che cos’è la distillazione?
La tecnica della distillazione consente di trattare alcuni petali di fiori, semi, cortecce, foglie e radici. Tuttavia, non tutte le materie prime della profumeria possono essere trattate mediante distillazione (in tal caso verranno trattate con un altro procedimento di estrazione, ma solo alcune materie prime rilasciano il loro profumo grazie all’estrazione con solvente volatile).
Il funzionamento tecnico
La distillazione si basa sulla capacità del vapore acqueo di catturare gli oli essenziali. I fiori, o i vegetali, vengono collocati su un vassoio forato, situato nella parte superiore della caldaia.
Nel caso della rosa, i petali vengono ricoperti d’acqua (sono necessari 1 500 litri d’acqua per 500 kg di rose), in un alambicco, un grande serbatoio sormontato da un lungo tubo ricurvo. La miscela viene quindi portata a ebollizione. Salendo, il vapore sprigionato si impregna al passaggio dei principi odorosi dei fiori e li trascina in un serpentino, dove un sistema di refrigerazione consente la condensazione del vapore.
La decantazione e il fiorentino
Il liquido così ottenuto è una miscela di olio essenziale (o essenza), che viene fatto decantare in un vaso chiamato « fiorentino » o « essenziere ». Poiché l’olio non può mescolarsi con l’acqua (non hanno la stessa densità), resterà in superficie (l’olio costituisce circa un terzo del prodotto finale): è la fase di decantazione.
L’acqua, che è profumata, diventa un’acqua floreale che dovrà essere distillata nuovamente. Nel caso della rosa, quest’acqua è chiamata « acqua di rose ». È molto utilizzata nei cosmetici e talvolta in alcune fragranze.
Resa, Essenza e Assoluta: l’esempio della Rosa
La rosa (cfr. Fiori) può essere trattata mediante distillazione; è il caso in particolare della Rosa Turca o della Rosa Bulgara, della qualità botanica Damascena. La rosa turca in essenza trattata per distillazione agirà soprattutto nelle note di testa, più volatili, e nelle note di cuore, poiché la sua fragranza è più fresca, verde e fruttata, come una nota « litchi » o « pera » (cfr. Frutti).
La resa: È necessario sapere che 4 500 kg di petali di rosa freschi sono necessari per ottenere 1 kg di essenza mediante distillazione. Dato che la materia prima viene riscaldata durante l’ebollizione, è normale che il risultato finale non restituisca esattamente la stessa fragranza di una rosa appena colta.
Con la tecnica della distillazione, il prodotto finale ottenuto si chiamerà obbligatoriamente « essenza » o « olio essenziale ».
Ma la materia prima può anche essere trattata con solvente volatile (cfr. Estrazione). In questo caso, il prodotto verrà chiamato « assoluta di rosa ». Con questa tecnica, la qualità Centifolia, detta anche « rosa di Grasse », sarà piuttosto privilegiata. Agirà soprattutto nelle note di cuore e nelle note di fondo, poiché la sua fragranza è più rotonda, sensuale e ricca.
Le acque floreali
Sempre più acque floreali vengono rivendicate nella composizione di un profumo. In una fragranza, l’acqua di rose, o l’acqua di fiore d’arancio, vengono aggiunte per ultime, al posto dell’acqua distillata (e non nel concentrato oleoso).
Da sapere: le acque floreali possono essere disidratate e successivamente reidratate. Ciò consente di trasportarle più facilmente e di gestirle meglio (trattandosi di prodotti fragili).
L’esempio del Fiore d’Arancio
Il profumo del fiore d’arancio viene ottenuto grazie a questi due trattamenti:
- L’idrodistillazione del fiore d’arancio permetterà di ottenere il prodotto chiamato « Neroli ».
- La sua foglia verrà anch’essa trattata mediante distillazione: il prodotto ottenuto si chiama petit grain.
- Il trattamento del fiore d’arancio con solventi volatili produrrà un prodotto chiamato « l’assoluta di fiore d’arancio », più ricco e più sensuale del Neroli (cfr. Famiglia fiorita).
L’acqua di brout è l’acqua che si recupera dalla distillazione del petit grain. Esiste anche l’assoluta di acqua di brout. È una nota fiorita con alcune inflessioni animali.
Quali materie si possono distillare?
Ecco alcuni esempi di materie prime che possono essere trattate mediante distillazione:
- Lo ylang-ylang
- La magnolia
- Il vetiver
- Il patchouli
- I muschi (cfr. Legni)
- Numerose note aromatiche come la salvia, la lavanda, la menta e il lavandino
- La cannella e altre spezie
Al contrario, il gelsomino e la tuberosa, ad esempio, non potranno essere trattati mediante idrodistillazione. Solo l’estrazione con solvente volatile potrà estrarre la fragranza di questi fiori. Sempre più spesso, per i grandi marchi della profumeria, vengono trattati mediante enfleurage, a Grasse.
Da sapere: La distillazione permette di ottenere essenze che apporteranno molta freschezza e leggerezza al profumo, e che agiranno soprattutto nelle note di testa e nelle note di cuore.