I Procedimenti di Estrazione del Profumo: Dal fiore all’essenza

Un profumo può essere creato a partire da materie prime naturali oppure da prodotti di sintesi. Per quanto riguarda le materie prime naturali, esistono diversi procedimenti per estrarne l’olio essenziale, o essenza.
Quali sono i diversi procedimenti di estrazione per creare un profumo?
Ecco i diversi procedimenti di estrazione delle materie prime della profumeria:
1. Per i prodotti naturali:
- Distillazione
- Estrazione con solvente volatile
- Spremitura
- Enfleurage
- Head space
- Estrazione tramite CO2 o sofact
2. E per i prodotti di sintesi:
Le materie prime sull’organo del profumiere
Ricordiamo che in profumeria esistono 1000 materie prime naturali e 3000 materie prime di sintesi disponibili. In base ai propri gusti, il profumiere seleziona circa 1 000 materie prime, di sintesi o naturali, per il suo organo da profumi (un mobile che consente al professionista di organizzare e classificare i flaconi di oli essenziali).
Ogni anno vengono scoperte e commercializzate nuove materie prime, mentre altre scompaiono, soprattutto a causa di una legislazione sempre più restrittiva.
1. La Spremitura (Estrazione a freddo)
La spremitura è un procedimento di estrazione piuttosto antico, sviluppatosi a partire dal XIX secolo. Si tratta di un trattamento meccanico che consente di recuperare l’olio essenziale (o essenza) contenuto nella buccia degli agrumi (chiamati anche «zeste» o «epicarpi»).
Questo tipo di trattamento viene praticato esclusivamente per gli agrumi (cfr. La Spremitura). Per estrarre l’essenza dalle scorze di bergamotto, il metodo utilizzato è principalmente la pelatrice (una macchina dotata di un raschiatore meccanico), con il supporto delle centrifughe. Per le arance, il frutto intero deve essere pressato.
In passato esistevano diversi trattamenti di estrazione dalla buccia degli agrumi:
- Il trattamento con spugna (che consisteva nello svuotare i frutti dalla polpa ed estrarre l’essenza dalla buccia grazie a spugne che assorbivano il prodotto).
- Il trattamento con cucchiaio (che consisteva nel raccogliere l’essenza grattando la buccia degli agrumi con l’aiuto di un cucchiaio).
2. La Distillazione
Praticato fin dall’Antichità, questo procedimento di estrazione si è perfezionato nella civiltà araba a partire dall’VIII secolo. La distillazione è oggi una tecnica fondamentale della profumeria tradizionale.
Questo procedimento consente di trattare alcuni petali di fiori, così come semi, cortecce, foglie e radici. Tuttavia, non tutte le materie prime della profumeria possono essere trattate mediante distillazione.
L’alambicco, un apparecchio destinato a separare i prodotti per riscaldamento e poi per raffreddamento, permette di ottenere l’olio essenziale (o essenza), nonché l’acqua florale, nel caso del fiore d’arancio e della rosa.
3. L’Enfleurage
Ricordiamo innanzitutto che esistono due tipi di enfleurage: a freddo e a caldo.
La tecnica dell’enfleurage è praticata fin dall’Antichità ed è stata impiegata correntemente fin dall’inizio del XVIII secolo. Questo metodo, molto diffuso all’epoca, è stato messo a punto a Grasse, nel sud della Francia. Tuttavia, la tecnica è stata abbandonata verso gli anni ’30, non appena il procedimento dell’estrazione con solvente volatile è diventato affidabile.
L’enfleurage consiste nell’imprigionare i fiori in uno strato di grasso, disponendoli su lastre circondate da telai in legno, oppure facendoli macerare in olio caldo. Il grasso utilizzato ha la proprietà di assorbire le fragranze delle materie prime e permette di ottenere un prodotto molto prezioso e costoso chiamato «assoluta delle pomate».
Oggi alcuni piccoli produttori rilanciano l’attività dell’enfleurage a Grasse, ma si tratta di una produzione molto riservata, destinata alle grandi maison.
4. L’Estrazione con solvente volatile
L’estrazione con solvente volatile consiste nel dissolvere i componenti profumati della pianta in un solvente che verrà successivamente fatto evaporare. Questo metodo, che ha sostituito l’enfleurage, diventa realmente operativo nel XIX secolo.
Consiste nell’immergere i fiori in una grande vasca chiamata «estrattore». Una volta chiuso l’estrattore, il contenuto viene immerso in un solvente come etanolo, esano o benzene, che trascinano le molecole delle piante.
Il prodotto ottenuto si chiama: l’assoluta. Viene poi lavato con alcol per ottenere la preziosa concreta (cfr. Estrazione con solventi).
5. L’Estrazione con CO2 supercritico (Sofact)
Questo procedimento di estrazione è il più recente in assoluto. Consente di riprodurre nel modo più preciso possibile l’odore della materia prima. Si tratta di una tecnologia moderna, pulita e delicata, realizzata mediante solvente (cfr. Estrazione CO2).
Questa tecnica permette di ottenere un’assoluta molto vicina all’odore naturale della materia prima, che viene riscaldata pochissimo e non lascia alcun residuo. I prodotti trattati con CO2 sono considerati prodotti di lusso.
6. Le Molecole di Sintesi
La profumeria moderna è nata alla fine del XIX secolo. A quell’epoca, i profumieri incorporavano nelle loro formule ingredienti di sintesi. Ciò consentiva di ampliare la tavolozza del profumiere, offrendogli maggiore creatività, e di ottenere forme olfattive più astratte.
Esistono due tipi di materie prime di sintesi:
- Le materie prime di sintesi ottenute esclusivamente tramite reazioni chimiche.
- Gli isolati derivati da prodotti naturali.
Le molecole di sintesi presentano numerosi vantaggi:
- Offrono maggiore creatività al profumiere.
- Arricchiscono la tavolozza del profumiere e conferiscono astrazione al profumo.
- Permettono di favorire il sillage.
- Consentono di sostituire la natura quando questa è carente (ad esempio con i frutti, la violetta, il mughetto, ecc.)
- Apportano stabilità al profumo.
- Sublimano i prodotti naturali.
7. La tecnica del Head Space
La tecnica del head space, o «spazio di testa», mira a ricostituire la fragranza naturale di una materia prima (cfr. Head Space).
L’obiettivo è catturare le molecole fresche su una materia prima vivente, come un fiore, e analizzarle con attrezzature più o meno sofisticate, in particolare grazie all’analisi cromatografica in laboratorio.
Successivamente viene realizzata una «copia» di questa analisi, selezionando le molecole più interessanti o le più facili da riprodurre. Il metodo del head space consente anche di analizzare fragranze più complesse e originali, come l’atmosfera di una foresta o di una spiaggia, ad esempio.
Esiste anche un procedimento chiamato «jungle essence», che permette di analizzare fragranze rare e può essere assimilato alla tecnica del head space.
Per approfondire la conoscenza del profumo
Sylvaine Delacourte mette inoltre a Sua disposizione una guida completa dedicata alla profumeria e alla composizione del profumo, con le seguenti tematiche: