
1. Il mio incontro con Byredo
Naturalmente avevo sentito parlare di questo marchio, ma non lo conoscevo davvero, a parte Bal d’Afrique e Blanche. Questo articolo è stato l’occasione per scoprirlo più a fondo. Ero molto attratta dal design dei flaconi, e ho visto sbocciare boutique e banchi di vendita un po’ ovunque, con prodotti di diversificazione. Ho voluto saperne di più.
2. La storia della maison
Questo marchio svedese è stato fondato a Stoccolma nel 2006 dal carismatico creatore Ben Gorham. Formatosi alle belle arti, piuttosto riservato, di origine indiana da parte di madre e canadese da parte di padre, è cresciuto tra Toronto, New York e Stoccolma.
Dopo un incontro determinante con il profumiere di origine svedese Pierre Wulff, Ben Gorham abbandona la pittura, a cui si dedicava, per lanciarsi nella creazione di un marchio di profumi, senza alcuna formazione specifica in questo campo. Con il suo innato senso estetico, la sua intuizione e la sua personalità, si circonda di profumieri di talento, Jérôme Epinette e Olivia Giacobetti: Byredo è nato.
Il nome deriva dall’inglese «redolence», che indica un odore, un profumo che evoca qualcosa («redolent of» significa «che ricorda, che profuma di»).
Nel 2013, Ben Gorham cede una quota di maggioranza a Manzanita Capital, che detiene anche Diptyque. Questo avvicinamento consente di sviluppare il marchio a livello internazionale, in particolare con accessori, pelletteria e, più recentemente, make-up.
Nel 2022, grande colpo di scena: il gruppo Puig acquisisce la maggioranza di Byredo, sulla base di una valutazione di circa 1 miliardo di euro. Manzanita resta azionista. Byredo non è dunque più davvero un marchio confidenziale.
Ben Gorham, rimasto direttore artistico per tutti questi anni, ha lasciato l’incarico nel giugno 2025 per rivolgersi ad altri orizzonti.

3. Il DNA della maison
Byredo si distingue per un approccio personale: ogni profumo racconta una storia o evoca un ricordo della vita del suo fondatore.
I primi tre grandi successi sono Gypsy Water nel 2008, poi Bal d’Afrique e Blanche nel 2009. Ne sono seguiti molti altri: la gamma è ricca, con eau de parfum, assoluti, estratti e profumi d’ambiente. Collaborazioni di rilievo, come Elevator Music con Virgil Abloh o 1996 con il duo di fotografi Inez e Vinoodh, hanno contribuito a fare di Byredo un protagonista del lusso contemporaneo.
Quanto al design, i flaconi sono riconoscibili tra mille. Adoro il loro packaging: tutto è attraente e ben pensato.

4. I miei preferiti
Bal d’Afrique (2009)
Best-seller del marchio, esiste in eau de parfum e in assoluto di profumo.
È un profumo legnoso, dolce, costruito attorno a un vetiver, goloso quanto basta e molto piacevole da indossare. Un profumo che si condivide, come tutti quelli della gamma Byredo.
Si ispira alla fascinazione della Parigi degli anni Venti per la cultura africana. Il suo creatore è Jérôme Epinette.
Tenuta: circa 5 ore. L’assoluto di profumo dura un po’ più a lungo, ed è più goloso, con una nota di pralinato.
Note: bergamotto, limone, neroli, tagete, buchu, violetta, gelsomino, vetiver, cedro, ambra nera, muschio.

Bibliothèque (2017)
È un profumo legnoso. Dato il nome, ci si potrebbe aspettare un profumo molto scuro, l’atmosfera di una biblioteca con poltrone in cuoio e libri dall’odore polveroso. Invece niente affatto: è leggermente legnoso, molto dolce, un po’ goloso grazie a prugna e pesca.
Esiste in eau de parfum, creata da Jérôme Epinette, e in profumo d’ambiente, creato da Olivia Giacobetti.
È un profumo di pelle, dalla proiezione moderata. Resta un profumo da condividere, molto piacevole da indossare, che si fonde con la pelle.
Tenuta: da 4 a 5 ore.
Note: prugna, pesca, peonia, violetta, cuoio, patchouli, vaniglia, muschio.

Blanche (2009)
Uno dei best-seller del marchio. È un profumo molto «pulito», che evoca subito la camicia bianca impeccabile. È essenziale, luminoso, aldeidato (un odore di ferro da stiro, un po’ metallico), fresco e muschiato. È un pochino troppo «da bucato» per me, ma molto piacevole.
Adoro i profumi muschiati e puliti. Qui siamo nell’universo di un profumo da grande distribuzione che apprezzo molto (sì, esistono anche quelli!), il che per me non ha nulla di peggiorativo.
Esiste in eau de parfum e in assoluto di profumo, quest’ultimo con una tenuta ovviamente migliore.
Tenuta: da 3 a 4 ore.
Note: aldeidi, rosa bianca, violetta, sandalo, muschio.

Mixed Emotions (2021)
È un profumo che mi ha sorpresa, perché ha più carattere. Non amo affatto la sua nota di testa, molto fruttata e astringente. È dovuta al ribes nero, una nota fruttata naturale molto difficile da lavorare in profumeria, che può dare effetti di sudore o di «pipì di gatto».
Ma sulla pelle, se si ha la pazienza di attendere un po’, compare una nota di tè nero affumicato molto interessante, a cui si aggiunge una nota tabaccata. Il tutto è piuttosto interessante e carismatico.
Creazione di Jérôme Epinette.
Tenuta: da 4 a 5 ore.
Note: ribes nero, mate, tè nero, betulla, violetta.

5. Le altre creazioni che mi sono piaciute
Questi due profumi mi sono piaciuti, senza essere dei preferiti.
Gypsy Water (2008)
Uno dei profumi più popolari di Byredo, in omaggio alla cultura rom. In testa è fresco, esperidato. Il cuore diventa più interessante con gli aghi di pino e l’iris, e il fondo è legnoso. È un profumo che unisce freschezza, delicatezza e mistero: capisco perché piaccia tanto.
Migliora nel corso della sua evoluzione, e il suo cuore è piuttosto misterioso e intrigante. Resta facile da indossare e da condividere.
Tenuta: per una maggiore tenuta, preferisca l’assoluto di profumo, che dura circa 6 ore.
Note: bergamotto, limone, pepe, bacche di ginepro, incenso, aghi di pino, iris, sandalo, vaniglia, ambra.

Mojave Ghost (2014)
Fa parte anch’esso dei profumi più venduti della maison. È un profumo fresco, muschiato, molto piacevole, facile da indossare e da condividere. Non rientra tra i miei preferiti, perché è un po’ troppo discreto per i miei gusti.
Si apre sull’ambretta, una nota muschiata naturale ricavata da una varietà di ibisco. Ispirato alla Ghost Flower, un fiore che cresce nel deserto del Mojave, è una fragranza misteriosa e avvolgente.
Note: ambretta, sapodilla, violetta, magnolia, sandalo, ambra grigia, cedro.

6. Riepilogo
| Profumo | Anno | Famiglia | Tenuta | Per chi |
|---|---|---|---|---|
| Bal d’Afrique | 2009 | Legnoso al vetiver, leggermente goloso | Circa 5 h | Gli amanti dei legnosi dolci |
| Bibliothèque | 2017 | Legnoso fruttato (prugna, pesca) | Da 4 a 5 h | Chi ama i profumi di pelle |
| Blanche | 2009 | Muschiato aldeidato | Da 3 a 4 h | Gli amanti del pulito |
| Mixed Emotions | 2021 | Tè nero affumicato, ribes nero | Da 4 a 5 h | Chi cerca carattere |
| Gypsy Water | 2008 | Legnoso fresco (pino, iris) | Circa 6 h in assoluto | Un primo approccio al marchio |
| Mojave Ghost | 2014 | Muschiato fresco (ambretta) | Discreta | Gli estimatori della discrezione |
7. Verdetto: a chi si rivolge Byredo?
Byredo è un marchio molto ben concepito sul piano del marketing, e i suoi flaconi sono superbi e singolari. Sono andata alla sua scoperta senza pregiudizi, e alcuni profumi, piuttosto marcati, mi hanno colpita: sono quelli di cui parlo più sopra.
La scelta è ampia, perché la gamma è ricca. Se cerca profumi eleganti, ben fatti, abbastanza sfaccettati, troverà ciò che fa per Lei, tenendo presente che molti di essi sono puliti e sottili.
È un marchio seducente, ma le performance non sono sempre all’altezza, a eccezione degli assoluti e degli estratti, molto più potenti. Piace e conosce un successo planetario. Personalmente, visti i prezzi, mi aspettavo profumi più audaci, più marcati. Calcoli circa 170 € per una eau de parfum da 50 ml e 245 € per 100 ml.
Se scopre il marchio, cominci con Gypsy Water o Bibliothèque, i più facili da indossare. Se cerca più carattere, provi Mixed Emotions. E per la tenuta, preferisca gli assoluti di profumo. Byredo si rivolge a chi ama i profumi di pelle, puliti e unisex, più che a chi cerca il sillage.


